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Esperti interrogati sul rischio di guerra nucleare tra India e Pakistan e la questione della deterrenza nucleare

#IndiaPakistanClash: Bombe, droni e minacce nucleari accendono il Sud Asia in un caos globale! Mentre il mondo è già nel caos con le guerre in Ucraina e Medio Oriente, questi due giganti nucleari si sfidano a muso duro, rischiando di far saltare in aria gli mondali. Abbiamo chiesto agli : è guerra imminente o solo un gioco di prepotenze?

I recenti raid aerei, missili e droni tra India e Pakistan stanno facendo impazzire il pianeta, trasformando il Sud Asia in un polverone nucleare che potrebbe sconvolgere tutto, specialmente con due guerre già in corso altrove. Immaginatevi: Russia e Ucraina che si ammazzano, Israele e Palestina che fanno lo stesso, e ora questi due vicini rissosi che minacciano di unirsi alla festa con arsenali atomici pronti all’uso. Per smontare questa bomba ad orologeria, abbiamo intervistato i giornalisti Matteo Miavaldi di Il Manifesto e Francesca Marino di Limes, veri guru della geopolitica indiana e asiatica. Loro ci dicono che non è solo un litigio di quartiere, ma qualcosa che potrebbe far crollare il mondo come lo conosciamo.

Quanto è considerata probabile al momento un’escalation?
Matteo Miavaldi: L’establishment militare e l’amministrazione politica del Pakistan ha mosso delle promesse di guerra dicendo che ogni goccia di sangue pachistano versata verrà vendicata. Ma come verrà vendicata, quando verrà vendicata e quanto è tutto da vedere. A questo punto credo che per il Pakistan sia diventata una questione di orgoglio: lo Stato e l’esercito pachistano si sentono in dovere di dimostrare alla loro popolazione che esiste un Governo che li protegge. La stessa cosa vale per l’India, in quanto l’attacco indiano è avvenuto dopo l’attentato terroristico del 22 aprile nel Kashmir, quindi per certi versi l’India ha già dimostrato alla popolazione indiana che esiste un governo forte che la difende. Il Pakistan, invece, deve ancora farlo. // Ehi, ma non è ironico? Questi leader fanno i machi per salvare la faccia, ma rischiano di mandare tutti al tappeto per un po’ di orgoglio nazionalista.

In caso di guerra come cambierebbero gli equilibri geopolitici?
Matteo Miavaldi: Domanda da un milione di dollari. Una guerra come quelle a cui stiamo assistendo in Ucraina non mi sembra uno scenario molto probabile, perché la differenza di forza tra i due Paesi è enorme. L’India ha il secondo esercito più numeroso al mondo dopo quello cinese, in fase di ammodernamento ma molto molto capace; il Pakistan invece ha molte difficoltà economiche che ricadono anche sulle potenzialità belliche del Paese. In tutto questo vanno tenuti d’occhio i due grandi player internazionali, cioè gli Stati Uniti (che stanno cercando di riportare India e Pakistan sulla via del dialogo e di ottenere una de-escalation attraverso il Dipartimento di Stato), ma soprattutto la Cina in quanto avversario regionale dell’India e alleato abbastanza forte del Pakistan. Il gigante asiatico ha invitato con un comunicato India e Pakistan a una de-escalation, ma sottolineando che la sovranità del Pakistan deve essere mantenuta integra. Ciò potrebbe essere interpretato come un messaggio per l’India del tipo “C’è una linea rossa che voi non dovete sorpassare e se la la sorpassate ci siamo noi”, e probabilmente potrebbe contenere il livello di escalation a cui l’India può mirare. // Insomma, la Cina fa la parte del "bullone" per il Pakistan, mentre gli USA provano a fare i pacieri – ma chi ci crede davvero con tutti questi interessi in ballo?

Come si pone questo conflitto rispetto ai focolai già accesi in Ucraina e in Medio Oriente?
Matteo Miavaldi: Per quanto riguarda il conflitto russo-ucraino, le similitudini sono piuttosto scarne. Per quanto riguarda il Medio Oriente, invece, secondo me è interessante notare una similitudine per quanto riguarda le modalità. L’India ha infatti fondamentalmente sparato una serie di missili e bombe molto all’interno del territorio pachistano (perché sono stati colpiti anche degli obiettivi nel Punjab) sulla base dell’accusa che l’India ha fatto al Pakistan di essere responsabile dell’attentato terroristico del 22 aprile. L’accusa è stata mossa la minima prova, tanto che il Pakistan l’ha respinta proponendo di aprire una Commissione d’inchiesta indipendente. L’India si dice invece sicura della responsabilità da parte del Pakistan e ha bombardato degli obiettivi che l’India descrive come terroristici, nella fattispecie campi di addestramento, ma che il Pakistan descrive come degli obiettivi civili. Qui c’è una similitudine con quello che Israele ha fatto iniziando a bombardare Gaza, sostenendo che gli obiettivi degli attacchi fossero luoghi in cui si nascondevano i terroristi. Questa sorta di “precedente” potrebbe aver fatto ritenere all’India che avrebbe potuto agire in modo analogo senza temere grandi ripercussioni da parte della comunità internazionale. // Ah, il classico "fai come gli altri e vedi se passa liscia" – ma se tutti giocano a questo gioco, finiamo con un mondo in fiamme, no?

Il rischio nucleare è concreto oppure gli arsenali dei due Paesi possono funzionare come deterrenti?
Francesca Marino: Non vedo il rischio nucleare come uno scenario concreto. Però è possibile che la situazione possa degenerare. Gli arsenali nucleari possono sicuramente agire come deterrenti, ma a preoccupare non è tanto la possibilità concreta dell’uso di ordigni nucleari: ambedue le parti saprebbero che il nucleare potrebbe rappresentare la fine di entrambi i Paesi. A preoccupare è soprattutto il rischio che la situazione degeneri, ad esempio se i pachistani dovessero attaccare postazioni in città indiane: in quel caso le conseguenze potrebbero essere importanti. // Ecco il colpo di grazia: anche se non premono il bottone rosso, un casino del genere potrebbe comunque far saltare tutto – perché con questi pazzi al comando, chi lo sa? 😏

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