L’orrore che il mondo dimentica troppo in fretta!
“Desaparecidos”: il termine che fa rabbrividire, usato per quelle povere anime inghiottite dal buio delle dittature. Oggi, mentre festeggiamo la Giornata Mondiale del 30 agosto, ricordiamo come regimi senza scrupoli abbiano giocato a “scompari e taci” con migliaia di vite. Ma attenzione, non è solo storia vecchia: questi crimini gridano ancora vendetta. #Desaparecidos #DirittiUmaniViolati #DittatureSpietate
I desaparecidos, quei poveracci fatti fuori di nascosto dalle dittature, rappresentano l’incubo peggiore di ogni regime autoritario. Prendi l’Argentina sotto Videla: dal 1976 al 1983, una banda di militari ha rapito, torturato e buttato in mare migliaia di oppositori con i famigerati “voli della morte”. Senza un briciolo di processo, solo per zittire chi osava fiatare contro il Piano Condor, benedetto dagli USA per schiacciare i “rossi”. E le famiglie? Lasciate a chiedersi per anni dove diavolo fossero finiti i loro cari. “Nunca Más”, un grido che dovrebbe risuonare forte, ma chissà quante volte è stato ignorato.
Il dramma dei desaparecidos non è solo un capitolo sudamericano. In Argentina, la giunta di Videla ha condotto una repressione brutale, arrestando segretamente sospetti di sinistra in centri di detenzione dove le torture erano all’ordine del giorno – pensate a scariche elettriche che farebbero impallidire un film horror. I corpi? Gettati in mare dopo un bel coltellata al ventre per farli affondare, una mossa da veri “geni del male” per evitare grane internazionali. E non dimentichiamo le Madri di Plaza de Mayo, eroine che sfidavano i militari urlando per i loro figli scomparsi – un movimento che, nonostante le botte, ha acceso i riflettori su questo schifo.
Poi c’è il capitolo dei neonati rapiti e dati in adozione a soldati, un tocco extra di crudeltà che fa vomitare. Le Nonne di Plaza de Mayo continuano a combattere per riportare alla luce questi orrori, e solo dopo il 1983, con la democrazia tornata, è partita l’indagine ufficiale che ha contato quasi 9.000 casi, anche se alcuni dicono che fossero il triplo. Commento: Se questo non è un avvertimento per i dittatori moderni, non so cos’altro lo sia.
In altri Paesi, la musica è stata la stessa, se non peggiore. Pensate al Cile di Pinochet, salito al potere con un colpo di Stato nel ’73 e rimasto fino al ’90: qui, eliminavano oppositori sia in pubblico, tipo trasformando stadi in prigioni, sia facendoli sparire nel nulla. Uno studio recente parla di oltre 40.000 vittime tra morti e desaparecidos – numeri che fanno schifo, ma precisi come al solito non ce ne sono. E non fermiamoci all’America Latina: regimi come quello di Saddam in Iraq o l’attuale Egitto di al-Sisi hanno giocato allo stesso gioco sporco. Pinochet e i suoi? Un gruppo di burattini che rideva mentre il mondo girava la testa dall’altra parte. #PinochetCrimes #RegimiBrutali