Molibdato: reazioni, usi

Il ruolo importante del molibdato nella chimica e nelle applicazioni industriali

Il molibdato è un anione poliatomico con formula MoO4^2- e struttura tetraedrica, in cui il molibdeno presenta il suo numero di ossidazione più alto, +6. Il tetraossomolibdato (VI) è la base coniugata dell’idrogenomolibdato HMoO4-.

Il molibdeno forma una varietà di ioni poliatomici e specie polimeriche che possono contenere fino a 154 atomi di molibdeno. Questo elemento è un importante materiale di partenza e la principale forma biodisponibile di molibdeno. La sua capacità di formare legami idrogeno è cruciale per il trasporto da parte delle proteine.

Elementi del gruppo 6

La chimica del molibdeno ha alcune peculiarità rispetto a quella dei suoi congeneri, cromo e tungsteno. Mentre il cromo forma solo cromati e bicromati senza polimerizzare, il tungsteno è più simile al molibdeno formando tungstati con atomi coordinati. I potenziali standard di riduzione differiscono tra i molibdati e i tungstati, favorendo questi ultimi.

Usi del molibdato

I composti di molibdato e tungstato delle terre rare hanno formula A2B2O9, con struttura cubica che li rende ottimi conduttori. Possono essere impiegati come materiali elettrolitici per pile a combustibile ad ossido solido (SOFC). I molibdati di ferro sono catalizzatori per l’ossidazione selettiva del metanolo alla formaldeide. Inoltre, i molibdati metallici, come quelli di bismuto supportati da silice, sono catalizzatori attivi per l’ossidazione delle olefine in processi industriali.

In sintesi, il molibdato riveste un ruolo significativo nella chimica e nelle applicazioni industriali, grazie alle sue proprietà uniche e alla sua versatilità come catalizzatore e materiale di partenza per diverse reazioni chimiche.

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