Sfalerite: diffusione, proprietà, usi

La sfalerite, conosciuta anche come blenda, è un minerale appartenente alla famiglia dei solfuri e consiste principalmente di solfuro di zinco. Il suo nome deriva dal greco “σφαλερός”, che significa ingannatore, poiché in passato veniva confusa con altri minerali.

Origine e Distribuzione

La sfalerite si trova comunemente in rocce metamorfiche, ignee e sedimentarie in varie parti del mondo. È spesso associata ad altri minerali come galena, dolomite, calcite, calcopirite, pirite, marcasite e pirrotite. Le miniere più importanti di sfalerite si trovano in Australia, Bolivia, Canada, Cina, India, Irlanda, Kazakistan, Messico, Perù e Stati Uniti.

Caratteristiche

La sfalerite può variare notevolmente nel suo aspetto e nelle proprietà a seconda della presenza di altri metalli. Può presentare colorazioni che vanno dal giallo al nero, con una durezza che varia da 3.5 a 4 sulla scala di Mohs e un peso specifico tra 3.9 e 4.1. La sfalerite può essere trasparente, translucida o opaca e ha una lucentezza adamantina sui piani di sfaldatura.

La reazione della sfalerite con l’acido nitrico produce zolfo, nitrato di zinco e monossido di azoto, mentre con l’acido cloridrico si ottiene cloruro di zinco e acido solfidrico.

Utilizzi

Nonostante la sua relativa fragilità che ne limita l’utilizzo in gioielleria, esemplari di sfalerite di ottima chiarezza possono essere tagliati e utilizzati come pietre preziose per collezionisti. Quando lucidata, la sfalerite può assumere varie tonalità di colore e possiede un notevole indice di dispersione della luce, che le conferisce la capacità di separare la luce bianca nei colori dello spettro.

A livello industriale, la sfalerite è impiegata nella produzione di ferro zincato, ottone e batterie. Viene anche utilizzata come componente antifungino in alcune vernici.

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