Guanidina e derivati: cloruro di guanidinio, tiocianato di guanidinio

Guanidina e suoi derivati: cloruro di guanidinio, tiocianato di guanidinio

La guanidina, con formula CH5N3 e struttura cristallina incolore, condivide una somiglianza con l’acido carbonico, ma a differenza di quest’ultimo, è una forte base. La forma protonata della guanidina è stabilizzata per risonanza. In condizioni fisiologiche, si trova protonata e il suo equilibrio di dissociazione è: CH5N3 + H2O ⇌ CH6N3+ + OH-. La costante Kb relativa a questo equilibrio è 0.4, rendendo una soluzione di guanidina fortemente alcalina. La guanidina si scioglie nei solventi polari.

Indice Articolo

Derivati

Tra i derivati della guanidina, il cloruro di guanidinio è costituito dal catione CH6N3+ e dall’anione Cl-. Questo composto è un potente agente caotropico, in grado di denaturare acidi nucleici e proteine, svolgendo un ruolo significativo nella determinazione della struttura primaria di un eteropolimero o di una proteina.

Il cloruro di guanidinio è anche utilizzato in campo medico per ridurre i sintomi della sindrome di Eaton-Lambert, che influisce principalmente sui muscoli del tronco, causando sensazioni di stanchezza e affaticamento.

Un altro derivato della guanidina, il tiocianato di guanidinio, è anch’esso un agente caotropico utilizzato come denaturante delle proteine. Inoltre, è impiegato nell’estrazione del DNA e dell’RNA e nella disattivazione di virus come il virus influenzale.

Nell’estrazione del DNA e dell’RNA, il tiocianato di guanidinio è in grado di rompere cellule e particelle virali, impedendo l’attività degli enzimi RNasi (ribonucleasi) e DNasi (deossiribonucleasi), garantendo la conservazione del DNA e dell’RNA estratti.

Con una vasta gamma di applicazioni pratiche, la guanidina e i suoi derivati sono rilevanti non solo in ambito chimico, ma anche in settori come la ricerca scientifica e la medicina.

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