Apparecchio di Kipp: funzionamento, usi

L’apparecchio di Kipp: un’innovazione nell’ottenimento di gas in laboratorio

Il Chimico olandese Petrus Jacobus Kipp nel 1845 ha creato l’apparecchio che porta il suo nome, utilizzato per produrre H2S, necessario per far precipitare i cationi del secondo gruppo analitico come solfuri.

Usi dell’apparecchio di Kipp

L’apparecchio di Kipp è uno strumento versatile per ottenere vari gas in laboratorio. Ad esempio, l’idrogeno gassoso può essere ottenuto dalla reazione di scambio semplice tra zinco e acido cloridrico:

Zn(s) + 2 HCl(aq) → ZnCl2(aq) + H2(g)

Il solfuro di idrogeno può essere prodotto dalla reazione tra solfuro di zinco e acido cloridrico, o tra solfuro di ferro (II) e acido cloridrico:

ZnS(s) + 2 HCl(aq) → ZnCl2(aq) + H2S(g)

FeS(s) + 2 HCl(aq) → FeCl2(aq) + H2S(g)

Il biossido di carbonio è ottenuto dalla reazione del carbonato di calcio con acido cloridrico secondo la seguente formula:

CaCO3(s) + 2 HCl(aq) → CaCl2(aq) + H2O(l) + CO2(g)

L’acetilene può essere prodotto dalla reazione tra carburo di calcio e acqua:

CaC2(s) + 2 H2O(l) → Ca(OH)2(aq) + C2H2(g)

Infine, il cloro gassoso può essere ottenuto dalla reazione tra permanganato di potassio e acido cloridrico, o tra diossido di manganese e acido cloridrico:

2 KMnO4(s) + 16 HCl(aq) → 2 KCl(aq) + 2 MnCl2(aq) + 8 H2O(l) + 5 Cl2(g)

MnO2(s) + 4 HCl(aq) → MnCl2(aq) + 2 H2O(l) + Cl2(g)

L’apparecchio di Kipp: struttura e funzionamento

L’apparecchio di Kipp è costituito da tre settori distinti: A, B e C. Il settore A e il settore C, così come il settore B e il settore C, sono collegati tra di loro. Nel settore B viene inserito il solido da far reagire, mentre nel settore A viene versata la soluzione acquosa, di solito costituita da acido cloridrico.

Funzionamento dell’apparecchio di Kipp

Quando il rubinetto è chiuso, durante la reazione che si verifica, il gas prodotto nel settore B spinge la soluzione verso il basso facendola risalire nel settore A. Questo meccanismo impedisce il contatto tra i reagenti, arrestando così la reazione. Il gas rimane intrappolato nell’apparecchio finché non viene aperto il rubinetto, permettendo al gas di fuoriuscire e riducendo la pressione. A questo punto l’acido torna nella sua posizione iniziale, pronta per una nuova reazione. Questo ciclo si ripete finché non si esaurisce uno dei reagenti.

Materiali utilizzati e evoluzione tecnologica

L’apparecchio di Kipp veniva originariamente realizzato in vetro, ma versioni più moderne possono essere trovate anche in polietilene. Questo aggiornamento ai materiali plastici ha reso l’apparecchio più resistente e versatile, adattandosi alle esigenze pratiche dei laboratori moderni.

Per saperne di più sull’apparecchio di Kipp e sul suo utilizzo in laboratorio, potete consultare [chimicamo.org](http://chimicamo.org).

GLI ULTIMI ARGOMENTI

Leggi anche

L’impatto della crisi nella ricerca su donne e giovani scienziati: un’analisi chimica

Esploriamo come gli eventi recenti nel finanziamento della ricerca hanno colpito in modo sproporzionato le donne e i ricercatori emergenti, approfondendo le specificità chimiche coinvolte.

La chimica dietro il mistero della Mary Celeste

Un’analisi chimica offre nuove spiegazioni sul mistero della Mary Celeste, una nave trovata disabitata nel 1872.

La chimica nella scelta dei materiali dei reattori: strategie e compatibilità

Esploriamo come la compatibilità dei materiali influisca sulla progettazione dei reattori chimici e quali fattori considerare nella loro selezione.