Metodi di lavaggio dei precipitati

Durante una reazione in soluzione liquida, può formarsi un solido per precipitazione. Questo fenomeno può essere sfruttato nell’ambito dell’analisi chimica gravimetrica o nella sintesi di un composto solubile, che viene separato mediante l’aggiunta di un precipitante.

È essenziale che il precipitato sia sufficientemente puro. Tuttavia, dal momento che la precipitazione avviene in una soluzione che contiene altre specie, spesso risulta impuro. Pertanto, è necessario rimuovere le impurezze, sia nel caso in cui il precipitato venga utilizzato nell’analisi gravimetrica, sia se costituisce il prodotto di una reazione di sintesi.

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La maggior parte dei precipitati si forma in presenza di uno o più composti solubili, che generalmente non sono volatili alla temperatura di essiccazione del precipitato. Per eliminare le sostanze estranee, è necessario procedere con il lavaggio del precipitato.

Il liquido di lavaggio deve essere ridotto al minimo, poiché potrebbe solubilizzare anche parte del precipitato. Inoltre è consigliabile eseguire più lavaggi con piccole quantità di liquido, anziché pochi lavaggi con quantità maggiori. I precipitati cristallini richiedono generalmente meno liquido di lavaggio rispetto a quelli amorfi.

Ad esempio, se si lavano i precipitati versando 10 mL di liquido nel filtro, e ogni volta ne vengono filtrati 9 mL, mentre 1 mL viene assorbito dal precipitato e dalla carta, la quantità di impurità diminuisce progressivamente ad ogni lavaggio.

Il liquido di lavaggio ideale deve possedere determinate caratteristiche, tra cui: non deve avere azione solvente sul precipitato, ma deve solubilizzare con facilità le sostanze estranee, non deve agire in modo dispersivo sul precipitato, deve essere sufficientemente volatile a temperatura ambiente e non deve formare composti con il precipitato, né contenere sostanze che possano interferire con successive determinazioni sul filtrato.

Il lavaggio dei precipitati con acqua è generalmente efficace; tuttavia, se il precipitato è solubile in acqua, è consigliabile aggiungere uno ione in comune, in quanto gli elettroliti sono meno solubili in una soluzione contenente uno dei suoi ioni. Ad esempio, un idrossido può essere lavato con una soluzione diluita di ammoniaca.

In generale, le acque madri vengono eliminate dopo 3-4 lavaggi, mentre per eliminare le impurezze trattenute per adsorbimento, è necessario un lavaggio più prolungato. È importante notare che, se vengono completamente eliminate le acque madri salate o se il precipitato viene diluito oltre un certo limite, tende a diventare colloidale e a disperdersi in forma colloidale, passando attraverso il filtro. Pertanto, in questi casi, è consigliabile lavare i precipitati con acqua contenente una quantità sufficiente di elettrolita, come l’acetato, il cloruro o il nitrato di ammonio.

Lavaggio dei precipitati: metodi

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