Sale di Mohr: usi e preparazione

Il sale di Mohr: preparazione e usi

Il sale di Mohr, con formula chimica (NH4)2FeSO4 · 6 H2O, è un esempio di sale doppio contenente lo ione Fe2+ e lo ione NH4+. È noto anche come ferro (II) ammonio solfato esaidrato, secondo la nomenclatura IUPAC.

Preparazione del sale di Mohr

Per ottenere il sale di Mohr, si scioglie separatamente quantità equimolari di solfato di ferro (II) eptaidrato e solfato di ammonio in acqua distillata, aggiungendo poi acido solforico diluito. Successivamente, la soluzione viene concentrata per riscaldamento e lasciata raffreddare lentamente fino alla cristallizzazione del sale di Mohr. Dopo di che, il precipitato viene filtrato e lavato con una soluzione di acqua e alcol 1:1. Il cristallo risultante è un solido blu-verde e contenente ioni Fe2+, i quali si sciolgono in acqua formando un complesso avente geometria ottaedrica [Fe(H2O)6]2+.

Il nome “sale di Mohr” deriva dal chimico tedesco Karl Friedrich Mohr, noto per i suoi importanti studi nel XIX secolo sulle titolazioni.

Usi del sale di Mohr

Il sale di Mohr trova impiego come agente riducente nelle titolazioni ossidimetriche, poiché reagisce secondo la semireazione di ossidazione: Fe2+ ⇄ Fe3+ + 1 e, con un potenziale standard di riduzione E° = + 0.77 V. Inoltre, il sale di Mohr è più resistente all’ossidazione da parte dell’aria rispetto al solfato di ferro (II). Una delle titolazioni in cui viene impiegato è quella del bicromato di potassio, un forte agente ossidante (E°red = + 1.33 V).

La semireazione di riduzione del bicromato di potassio è la seguente: Cr2O72- + 14 H+ + 6 e⇄ 2 Cr3+ + 7 H2O.

In presenza di un ambiente acido, la reazione tra il bicromato di potassio e il sale di Mohr si manifesta come: K2Cr2O7 + 6 FeSO4 + 7 H2O → K2SO4 + Cr2(SO4)3 + 3 Fe2(SO4)3 + 7 H2O.

Inoltre, le soluzioni contenenti il sale di Mohr sono leggermente acide a causa della presenza dello ione ammonio, il che ne determina l’utilizzo in titolazioni specifiche.

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