Nomenclatura degli acidi ternari

Nomenclatura degli acidi ternari

La nomenclatura degli acidi ternari può destare confusione a causa delle diverse denominazioni usate, sia secondo le regole IUPAC che secondo la tradizione.

Gli acidi ternari sono composti che contengono idrogeno, ossigeno e un non metallo. La loro formula prevede che gli elementi siano elencati nell’ordine: idrogeno, non metallo, ossigeno. Tali acidi si ottengono mediante l’aggiunta di acqua agli ossidi acidi (anidridi).

La nomenclatura IUPAC prevede che tutti gli acidi siano chiamati “acido”, seguito dal suffisso “-ico” aggiunto al nome del non metallo. Inoltre, il numero di atomi di ossigeno presenti viene indicato con i prefissi “monosso-“, “diosso-“, “triosso-“, ecc. Infine, si aggiunge tra parentesi il numero di ossidazione del non metallo.

Ad esempio:
– HNO₃ viene chiamato acido triossonitrico (V).
– HNO₂ viene chiamato acido diossonitrico (III).
– H₃PO₄ viene chiamato acido tetraossofosforico (V).

Per la nomenclatura tradizionale, gli ossiacidi sono denominati aggiungendo il suffisso “-ico” alla radice del non metallo, tranne per lo zolfo (radice solfor-) e l’azoto (radice nitr-). Nel caso in cui un non metallo formi più di due ossiacidi, si usano i prefissi “ipo-” e “per-” insieme ai suffissi “-oso” e “-ico”.

Ad esempio:
– HClO viene chiamato acido ipocloroso.
– HClO₂ viene chiamato acido cloroso.
– HClO₃ viene chiamato acido clorico.
– HClO₄ viene chiamato acido perclorico.

In conclusione, la nomenclatura degli acidi ternari può seguire le regole IUPAC o quelle tradizionali, a seconda delle preferenze o delle esigenze di comunicazione. La corretta comprensione di entrambe le modalità di denominazione è essenziale per un adeguato studio e utilizzo degli acidi ternari.Nomenclatura degli acidi: acido iodico, acido periodico e altri composti

L’acido iodico è rappresentato dalla formula HIO3, con lo iodio che ha un numero di ossidazione di +3. Invece, l’acido periodico è rappresentato dalla formula HIO4, con lo iodio che ha un numero di ossidazione di +7.

Secondo la nomenclatura tradizionale, vengono assimilati agli acidi anche i composti binari costituiti da idrogeno e non metallo, che sono denominati idracidi. Tuttavia, nella nomenclatura I.U.P.A.C. questi composti vengono inseriti tra i composti binari. Per assegnare il nome tradizionale a un idracido, si aggiunge il suffisso –idrico alla radice del nome del non metallo. Ad esempio, HCl viene denominato acido cloridrico, che nella nomenclatura I.U.P.A.C. viene detto cloruro di idrogeno.

Quando da uno stesso ossiacido si possono formare diversi tipi di ossiacidi a seconda del diverso rapporto fra le molecole di anidride e quelle di acqua, si usano particolari prefissi (meta-, orto-, piro-, poli-). Ad esempio, l’acido metaborico (HBO2), l’acido ortoborico (H3BO3) e l’acido tetraborico (H3B4O7).

Lo stesso concetto si applica anche ad altri acidi come l’acido metafosforico, l’acido ortofosforico e l’acido pirofosforico, e all’acido metasilicico, l’acido ortosilicico, l’acido pirosilicico e l’acido trisilicico.

Nella tabella vengono messe a confronto le nomenclature I.U.P.A.C. e tradizionale di alcuni acidi, come ad esempio l’ioduro di idrogeno (HI) e l’acido iodidrico, nonché l’acido triossosolforico (IV) e l’acido solforoso.

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