Acido mandelico: sintesi, usi in campo cosmetico

Acido Mandelico: Caratteristiche e Applicazioni

Il farmacista tedesco Ferdinand Ludwig Winckler isolò per la prima volta l’acido mandelico durante i suoi studi sulle mandorle amare. Questo acido prende il suo nome dal tedesco “mandel”, che significa mandorla.

Proprietà e Sintesi

L’acido mandelico è un acido debole con un valore di Ka dell’ordine di 10^-4. Si presenta come un solido cristallino bianco solubile in acqua e solventi organici polari come l’etere dietilico, l’etanolo e l’isopropanolo. Conosciuto anche come acido 2-fenil-2-idrossiacetico, è un α-idrossiacido aromatico.

Può essere ottenuto attraverso diverse vie sintetiche, ad esempio facendo reagire l’acetofenone con cloro in presenza di acido acetico per ottenere il bicloroacetofenone. Successivamente, tramite NaOH e HCl, si arriva alla formazione dell’acido mandelico. Un’altra via prevede la reazione del mandelonitrile con acqua in ambiente acido.

Applicazioni dell’Acido Mandelico

L’acido mandelico trova impiego come antibatterico delle vie urinarie e per favorire un’esfoliazione delicata della pelle. In campo dermatologico, risulta essere meno aggressivo rispetto ad altri α-idrossiacidi, rendendolo adatto anche alle pelli sensibili. La sua struttura più grande consente una penetrazione più lenta nella pelle.

Le principali applicazioni dell’acido mandelico includono l’esfoliazione della pelle per rimuovere le cellule morte, il trattamento dell’acne, l’azione sulle macchie scure della pelle, la promozione della produzione di collagene, il miglioramento dell’aspetto della pelle rendendola luminosa e levigata, e la riduzione delle piccole rughe.

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