Clorexidina: proprietà, usi, collutori

Il ruolo della Clorexidina nella disinfezione e nel trattamento antibatterico

La Clorexidina è stata scoperta per la prima volta nel 1950 nei laboratori della Imperial Chemical Industries di Manchester durante la ricerca sui farmaci antimalarici. Il suo impiego come antisettico topico è iniziato nel 1954, dimostrandosi efficace nel ridurre la flora batterica del 90% durante il lavaggio delle mani negli anni ’70.

Struttura e proprietà della Clorexidina: un composto bisbiguanide composto da un esano a catena lineare con due estremità contenenti gruppi p-clorofenilguandide. Presenta una polvere cristallina bianca, inodore e dal sapore amaro, ed è utilizzata principalmente come disinfettante nel campo odontoiatrico. La Clorexidina è scarsamente solubile in acqua, quindi spesso viene utilizzato il suo sale, il clorexidina digluconato.

Proprietà antimicrobiche della Clorexidina: agisce come antimicrobico ad ampio spettro, con capacità batteriostatica e battericida nei confronti di batteri Gram-positivi, Gram-negativi e miceti. La sua azione distrugge la membrana cellulare batterica, interagendo con gruppi fosfato presenti sulla superficie cellulare, causando la morte cellulare.

Usi della Clorexidina: è presente in prodotti per l’igiene dentale come collutori e dentifrici, ma anche in cosmetici, farmaci e prodotti ospedalieri per prevenire infezioni e proteggere i pazienti da batteri patogeni come lo Staphylococcus aureus. Non agisce istantaneamente come l’alcol etilico, ma ha un’efficacia prolungata nel tempo.

La Clorexidina si è dimostrata un prezioso alleato nella lotta contro le infezioni batteriche, fornendo una protezione efficace e duratura in diversi campi applicativi.

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