LA SCIENZA, OGNI GIORNOChimica • Ricerca • Innovazione
Approfondimento scientifico

Un uccello di 150 milioni di anni fa aveva denti e aveva perso il volo

Fisica   28 Ottobre 2026 · Fabrice Deseaux
Un uccello di 150 milioni di anni fa aveva denti e aveva perso il volo

Un fossile cinese vecchio di circa 150 milioni di anni potrebbe documentare uno dei primi casi noti di uccello incapace di volare: il suo corpo univa denti, artigli e caratteristiche più adatte al terreno che all’aria.

Un mosaico di caratteri inatteso

Il reperto appartiene a una fase cruciale dell’evoluzione degli uccelli, quando alcuni dinosauri piumati stavano sviluppando strutture sempre più specializzate per il volo. Secondo la descrizione preliminare riportata nel 2026, l’animale possedeva un insieme di tratti che oggi sembrano incompatibili: un becco o una bocca dotata di denti aguzzi, un artiglio associato all’arto anteriore e proporzioni corporee più compatibili con una vita prevalentemente terrestre.

La combinazione è importante perché gli uccelli primitivi non formavano un gruppo uniforme. Alcuni erano già capaci di volare, altri planavano o si arrampicavano, mentre linee evolutive differenti conservarono caratteristiche ereditate dai dinosauri non aviani. Il nuovo fossile potrebbe quindi rappresentare non un “anello mancante”, ma un ramo laterale con una propria soluzione anatomica.

Perché la perdita del volo è difficile da riconoscere

Stabilire se un animale estinto volasse davvero non dipende da un singolo osso. I paleontologi analizzano la forma dello sterno, l’inserzione dei muscoli pettorali, la robustezza delle ossa dell’ala, la disposizione delle penne e il rapporto tra massa corporea e superficie alare.

Un animale può avere ali e penne senza essere un volatore efficiente. Le penne, infatti, potevano servire per isolarsi dal freddo, comunicare, proteggere le uova o mantenere l’equilibrio durante la corsa. Anche gli uccelli moderni incapaci di volare hanno spesso ali ridotte, ma la loro origine evolutiva è successiva e ben documentata.

Nel caso del fossile cinese, la tesi della perdita precoce del volo dovrebbe essere verificata confrontando il campione con altri uccelli primitivi della stessa epoca. Servono inoltre analisi della muscolatura ricostruita, tomografie ad alta risoluzione e una valutazione dettagliata delle articolazioni. Una diagnosi basata soltanto su un’ala relativamente corta sarebbe insufficiente.

Denti e artigli raccontano una storia più lunga

I denti non sono una prova di primitività assoluta. Alcuni uccelli mesozoici li conservarono, mentre altri li persero in modo indipendente. La loro presenza suggerisce però che la trasformazione da dinosauro teropode a uccello moderno non seguì una sequenza lineare, con la progressiva scomparsa di tutti i caratteri antichi.

Gli artigli sulle ali sono altrettanto interessanti. In diversi dinosauri piumati e uccelli primitivi potevano contribuire ad arrampicarsi, afferrare superfici o stabilizzare il corpo. La loro funzione precisa dipende dalla curvatura, dalla robustezza e dalla mobilità delle dita. Un artiglio affilato, da solo, non dimostra che l’animale fosse un predatore né che conducesse una vita arboricola.

La presenza simultanea di denti, artigli e un corpo terrestre mostra soprattutto quanto fosse ampia la sperimentazione evolutiva nel Giurassico superiore. Le prime forme aviarie non erano semplicemente versioni imperfette degli uccelli attuali: occupavano nicchie diverse e combinavano caratteri che oggi non compaiono più nello stesso animale.

Il confronto con Archaeopteryx

Il paragone più immediato è con Archaeopteryx, vissuto all’incirca nello stesso intervallo geologico e noto per la presenza di penne, denti e lunga coda ossea. Tuttavia, condividere alcuni caratteri non significa avere lo stesso stile di vita.

In Archaeopteryx, la struttura delle penne remiganti e l’anatomia degli arti indicano una capacità di volo almeno parziale, anche se il modo preciso di decollare e manovrare resta discusso. Il nuovo animale, se le ricostruzioni saranno confermate, aggiungerebbe un contrasto significativo: una forma aviariforme con caratteristiche da uccello ma senza una specializzazione analoga per il volo.

Questo tipo di confronto aiuta a evitare un errore frequente nella divulgazione: considerare ogni fossile dotato di piume come un antenato diretto degli uccelli moderni. L’evoluzione procede attraverso molte diramazioni, e la somiglianza può riflettere un carattere ereditato, una convergenza oppure una combinazione casuale di tratti.

Quanto è solida l’interpretazione?

La notizia descrive un risultato molto interessante, ma la sua solidità dipenderà dalla pubblicazione completa dei dati. Sarà necessario conoscere il nome scientifico dell’animale, la provenienza stratigrafica esatta, il grado di conservazione del fossile e il metodo usato per stimare la sua capacità di volo.

Conta anche la qualità della preparazione del reperto. Nei fossili compressi, sedimento, fratture e deformazioni possono alterare la forma apparente delle ossa. Per questo le conclusioni più affidabili integrano osservazione diretta, scansioni tridimensionali e confronto con una vasta collezione di esemplari.

La paleontologia raramente cambia la storia evolutiva con un singolo fossile isolato. Un reperto può però modificare la distribuzione temporale di un carattere, suggerire che una transizione sia avvenuta prima del previsto o mostrare che una strategia evolutiva è comparsa più volte.

Una lezione generale sull’evoluzione

Il possibile uccello terrestre del Giurassico ricorda che il volo non è un destino obbligato per ogni linea aviare. Una volta comparsa, una struttura complessa può essere ridotta o abbandonata se il vantaggio energetico di volare diminuisce e la vita sul terreno offre nuove opportunità.

Il fossile va quindi letto come una finestra sulla diversità degli esperimenti evolutivi, non come la prova che gli uccelli moderni discendano direttamente da quell’animale. Per comprendere il suo posto nell’albero evolutivo serviranno la descrizione scientifica completa e nuovi confronti con i reperti già noti, compresi quelli discussi nell’articolo su un dinosauro europeo dalle zampe artigliate e nell’analisi delle controversie anatomiche su Spinosaurus. Per il quadro generale sull’origine degli uccelli e dei dinosauri piumati, è utile consultare le risorse divulgative del Nature Portfolio e della Natural History Museum.

Argomenti: , , , ,
è in caricamento