È arrivata l’ultima follia archeologica che sta facendo impazzire i social: un ingegnere pazzerone di nome André Chaisson ha “scoperto” una mega-città sommersa al largo della Sicilia, che potrebbe essere nientemeno che Telepylos, la roccaforte dei Lestrigoni cannibali dall’Odissea! A 250 metri di profondità, questa struttura da 17 km di lunghezza e 4 km di larghezza assomiglia a un’antica metropoli, magari sommersa 10.000 anni fa per colpa del riscaldamento globale preistorico. Ma è solo una bufala o la prova che Ulisse aveva ragione? #MisteroAntico #OdisseaVirale #CittàSommersaSicilia
Mentre tutti vanno in visibilio per questa “scoperta” del 2024, basata su mappe batimetriche, André Chaisson spara la sua teoria: quella che sembra una città enorme, circondata da un canale lungo 50 km, potrebbe essere Telepylos, dove i giganti affamati distrussero le navi di Ulisse. Convertendo le misure in stadi antichi, si parla di 100 x 25 stadi – roba da urbanisti greci ante litteram! Chaisson sostiene che era emersa durante l’ultima glaciazione, fino a quando il livello del mare non l’ha inghiottita intorno all’8600 a.C., lasciando i mediterranei a bisticciare con i miti.
Ma andiamo, questa ipotesi puzza di fantasia fin dai tempi di Omero: geologicamente, il livello del mare non è mai sceso di 250 metri come necessario, e storicamente, 10.000 anni fa qui c’erano solo cacciatori-raccoglitori, non architetti megalomani. Chaisson blabla del ponte di terra a Gibilterra e di un Mediterraneo isolato, ma gli esperti smontano tutto, dicendo che era collegato all’Atlantico. Insomma, quella struttura regolare sui fondali? Probabilmente solo un glitch dei dati batimetrici, non una città fantasma.
Per chiarire il casino, servirebbe un’immersione sul posto, ma finora nessuno si è disturbato. Chaisson insiste che potrebbe essere plausibile per via di dati “scarsi” sul Mediterraneo, ma dai, non prendiamoci in giro – è come credere ai complotti su Atlantide, roba per nerd di miti che saltano i fatti reali!
Per approfondire l’argomento sulla fonte originale