Cos’è e perché non deve preoccupare

Credit: NASA/SDO.

Un gigantesco buco coronale è stato avvistato dai satelliti che monitorano il Sole martedì 28 gennaio. Questo fenomeno è localizzato nell’emisfero meridionale della corona solare e misura circa 800.000 km, che corrisponde a 63 volte il diametro della Terra. La formazione del buco ha dato origine a un intenso vento solare diretto verso il nostro pianeta, il quale, viaggiando a una velocità di 1,8 milioni di km/h, è atteso per venerdì 31 gennaio. Tuttavia, non ci sono motivi di allarmismo.

Che cos’è un buco coronale

I buchi coronali sono aree in cui il campo magnetico solare si altera, consentendo al vento solare di fuoriuscire nello spazio. Questi eventi portano a un rilascio di particelle molto veloci. In condizioni normali, il campo magnetico forma archi che intrappolano il plasma sulla superficie solare, ma in occasioni particolari questi archi possono aprirsi, permettendo la fuga di particelle dalla corona solare.

Immagine Rappresentazione schematica di un buco coronale. Nelle regioni A, le linee di campo magnetico sono chiuse e trattenendo il plasma della corona. Nella regione B (buco coronale), le linee di campo si estendono nello spazio e il plasma può fuoriuscire lungo di esse. Credits: Sebman81, CC BY–SA 3.0, Wikimedia Commons.

I buchi coronali appaiono come zone più scure nelle immagini ultraviolette, a causa della loro temperatura più bassa e minore densità rispetto alle aree circostanti. Questi fenomeni possono formarsi in qualsiasi momento sul Sole, ma sono più frequenti durante i periodi attorno al minimo solare.

Grande buco coronale sul Sole: possibili conseguenze e motivo di tranquillità

Secondo le previsioni dello Space Weather Prediction Center del NOAA, si attende per venerdì una condizione di tempesta geomagnetica di tipo G1, il livello più basso sulla scala che va da G1 a G5. Sebbene il valore sia contenuto, l’arrivo del flusso di particelle solari potrebbe provocare aurore, sia boreali che australi, a latitudini inferiori a quelle normalmente osservabili, ma non raggiungendo l’Italia.

Attualmente, il Sole si trova nel massimo del ciclo solare, ma non sono osservabili macchie solari sulla sua superficie, le quali avrebbero potuto aumentare il rischio di una tempesta geomagnetica estrema, simile a quella che ha generato aurore visibili in Italia nell’anno precedente.

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