Il devastante terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito il Myanmar il 28 marzo continua a far parlare di sé, non solo per il tragico bilancio delle vittime e i crolli spettacolari di grattacieli, ma anche per un dettaglio che ha lasciato tutti a bocca aperta: le piscine a sfioro sui tetti degli edifici! Video virali mostrano le acque di queste piscine ondeggiare come se fossero in un mare in tempesta, sollevando la domanda: “Ma quindi vuol dire che è grazie a queste piscine a sfioro che questi edifici non sono crollati?” Commento: Certo, come no! Perché non ci abbiamo pensato prima? Le piscine come salvatori strutturali!
Il fenomeno, noto tecnicamente come sloshing, è il movimento dell’acqua all’interno di un contenitore durante un terremoto. Questo movimento crea due tipi di forze: una convettiva, che segue il moto ondoso, e una impulsiva, che si muove con il contenitore stesso. Ma attenzione, non pensate che queste piscine siano state progettate per salvare edifici! “Certo che no, una piscina a sfioro non è pensata/realizzata per partecipare strutturalmente all’equilibrio dinamico in caso di terremoto”, ha dichiarato un ingegnere. Commento: Già, perché se così fosse, dovremmo lasciare sempre piene le piscine, come se fossero colonne portanti!
In fase di progettazione, gli ingegneri devono considerare gli effetti locali dello sloshing per assicurarsi che le pareti del contenitore siano abbastanza robuste. Ma c’è di più: il movimento dell’acqua può anche aiutare la struttura a resistere meglio al terremoto, creando una forza opposta a quella sismica. Tuttavia, non illudiamoci, non è che le piscine siano diventate improvvisamente degli eroi strutturali.
E ora, per chiudere in bellezza, parliamo dei Tuned Liquid Dampers (TLD), una tecnologia che sfrutta il movimento dell’acqua per smorzare le vibrazioni degli edifici. Un esempio? Il Comcast Center a Philadelphia, che usa 1.100 metri cubi d’acqua per evitare oscillazioni eccessive. Commento: Finalmente una piscina che fa il suo dovere, anche se non è per nuotare!