L’Italia è di nuovo sotto shock per due nuovi casi di femminicidio che hanno riacceso il dibattito sulla violenza di genere con una forza inaudita. Sara Campanella, una studentessa di soli 22 anni alla Facoltà di Tecniche di laboratorio Biomedico, è stata brutalmente accoltellata il 31 marzo a Messina da un ex collega ossessionato da lei da ben due anni. Commento: sembra quasi che l’ossessione sia diventata un hobby nazionale. Il corpo di Ilaria Sula, anche lei 22enne e studentessa di Statistica alla Sapienza di Roma, è stato invece ritrovato il 2 aprile dentro una valigia, gettata in un dirupo a Roma, uccisa dall’ex compagno. Commento: una fine da film horror, ma purtroppo reale. Queste storie di sangue hanno riportato sotto i riflettori l’enorme problema del femminicidio, una piaga che continua a mietere vittime nonostante i dati ufficiali mostrino un calo nel primo trimestre del 2025. Ma chi se ne importa dei numeri quando la realtà è così cruda? Il problema è grave, e viene minimizzato dalle istituzioni, come se fossero troppo impegnate a litigare tra loro per occuparsi delle donne.
Il femminicidio è un cancro che l’Italia deve estirpare, ma cosa significa esattamente? L’omicidio di una donna compiuto come atto estremo di violenza misogina è quello che chiamiamo femminicidio. Non tutti gli omicidi di donne rientrano in questa categoria; il movente deve essere la sua femminilità, una condanna in sé. Questi crimini sono spesso opera di ex fidanzati, mariti, familiari o conoscenti, preceduti da violenze di ogni tipo per mantenere il controllo. Dietro c’è una mente malata che vede la donna non come essere umano, ma come oggetto, una proprietà. Commento: deumanizzare una persona è come toglierle il diritto di esistere, e in Italia sembra che questo sia un passatempo popolare.
E mentre il nostro Bel Paese cerca di fare i conti con questa realtà, i numeri raccontano una storia agghiacciante. Secondo il Ministero dell’Interno, i femminicidi sono diminuiti del 6% tra il 2023 e il 2024, ma l’anno scorso sono state uccise 113 donne, di cui 61 dal compagno o dall’ex. Commento: un calo che non consola, perché ogni vita spezzata è una tragedia. I dati saranno ora pubblicati trimestralmente, ma chi ci dice che non stiamo solo diventando più bravi a nascondere la polvere sotto il tappeto?
E non pensiamo che sia solo un problema italiano. Nel mondo, secondo l’ultimo report delle Nazioni Unite del 2024, oltre 51.100 donne e ragazze sono state uccise da uomini con cui avevano avuto una relazione o da familiari stretti nel 2023. Commento: ogni dieci minuti una donna viene uccisa, come se fosse un appuntamento fisso. In Europa, la situazione non è migliore. La Francia ha registrato 93 femminicidi nel 2024, la Spagna 57, e la Germania un’impressionante 360 solo nel 2023. Commento: sembra che l’Europa tutta abbia bisogno di una seria lezione di rispetto.
In conclusione, il femminicidio è una piaga che richiede interventi su più fronti. Leggi, educazione, sensibilizzazione. Ma finché continueremo a trattare le donne come proprietà, questi numeri continueranno a raccontare storie di sangue. Commento: forse è tempo di svegliarsi e smettere di vedere le donne come oggetti da possedere.