Perché furono costruite le gallerie del Soratte durante il fascismo
Le gallerie del Monte Soratte, progettate da Benito Mussolini, furono realizzate tra il 1937 e l’inizio degli anni ’40 per garantire un rifugio sicuro alle autorità italiane durante eventuali bombardamenti aerei. L’obiettivo principale era quello di mantenere in funzione il governo, rendendo possibile la permanenza delle autorità a Roma in situazioni di emergenza.
Indice Articolo
Utilizzo durante la Seconda Guerra Mondiale
Tra il 1943 e il 1944, durante l’occupazione nazista, le gallerie divennero il quartier generale delle forze tedesche in Italia. Questo cambiamento di uso sottolinea la strategicità della loro posizione e la loro importanza nel contesto del conflitto.
Riorganizzazione negli anni ’60 e la trasformazione in tunnel antiatomico
Negli anni ’60, la NATO e le Forze armate italiane iniziarono a trasformare una parte delle gallerie in un tunnel antiatomico, progettato per ospitare il Presidente della Repubblica e il Governo in caso di guerra nucleare. Tuttavia, i lavori non furono mai completati.
Funzione attuale delle gallerie
Con la fine della Guerra Fredda, il tunnel ha perso la sua funzione militare ed è stato convertito in un museo, accessibile al pubblico, che racconta la sua storia e l’importanza strategica.
storia del bunker del Monte Soratte
Le gallerie del Monte Soratte, o più comunemente bunker di Soratte, sono considerate una delle opere di ingegneria militare più imponenti in Europa. Si tratta di un complesso di tunnel antiaerei scavati nel Monte Soratte nel comune di Sant’Oreste, in provincia di Roma. Volute da Benito Mussolini, sono state costruite tra il 1937 e l’inizio degli anni ’40 per ospitare le autorità politiche e militari italiane nel caso in cui eventuali bombardamenti aerei nel corso di un conflitto avessero reso impossibile la loro permanenza a Roma. Tra il 1943 e il 1944, dopo l’occupazione nazista della capitale, per alcuni mesi divennero la sede del comando delle truppe tedesche in Italia. Negli anni ’60, la NATO e le Forze armate italiane trasformarono un tratto delle gallerie in un tunnel antiatomico (senza mai però ultimare al 100% i lavori), che avrebbe dovuto accogliere il Presidente della Repubblica e il Governo in caso di guerra nucleare. Alla fine della Guerra Fredda il tunnel ha perso la sua funzione e oggi è un’esposizione museale aperta al pubblico.