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Israele occupa la Striscia di Gaza: le ragioni nascoste e il significato controverso

Sconvolgimento totale: Israele occupa Gaza con forza bruta, e il mondo urla ipocrisia! Netanyahu in modalità bulldozer, puntando a schiantare Hamas e forse annettere tutto, ignorando le urla del diritto internazionale. “Iron Wall” e blocchi crudeli trasformano Gaza in un inferno vivente – civili in fuga, risorse depredate. È occupazione o furto legalizzato? #GeopoliticaViral

In un colpo da far tremare i polmoni del Medio Oriente, le truppe israeliane hanno messo le mani su gran parte della Striscia di Gaza dal 21 agosto, passando da un semplice accerchiamento a un controllo totale che puzza di annessione mascherata. Mentre Netanyahu sbandiera la scusa di “sconfiggere Hamas”, i critici gridano che è solo un trucco per inchiodare per sempre i sogni di uno Stato palestinese, sfidando apertamente il diritto internazionale che dichiara illegale l’annessione e il trasferimento di coloni. “Iron Wall”, l’ultima operazione in Cisgiordania a gennaio 2025, ha già dato il via a questa follia, con occupazioni di campi profughi come Jenin e Nur Shams, e ora Tel Aviv approva piani di insediamento che tagliano la Cisgiordania in due come un coltello rovente.

Gaza, quel buco minuscolo governato da Hamas dal 2007, è diventata una trappola mortale: sotto blocco israeliano da anni, con confini, mare e cielo sotto stretta sorveglianza, trasformata in una prigione all’aperto che ha scatenato crisi umanitarie da incubo dopo il 7 ottobre 2023. Ora, l’esercito israeliancock ha il controllo sull’85% del territorio, bombardando quartieri come Gaza City, Zeitoun, Shuja’iyya e Sabra, costringendo i civili a un esodo disperato verso l’ignoto. Truppe sono già a Khan Younis e Rafah, e Hamas? Dissolta come nebbia, impossibile da rintracciare mentre Israele stringe il nodo.

Ma cosa diavolo significa davvero “occupare Gaza”? Secondo il premier israeliano, è solo l’inizio: più soldati, veicoli blindati ovunque, e per i palestinesi rimasti, spostarsi diventa un miraggio, con possibili zone di separazione che li rinchiudono come animali. Insediamenti israeliani esploderanno, schiacciando i locali in angoli sempre più stretti, e una volta che Tel Aviv gestirà , elettricità e sanità – come fa già in Cisgiordania – sarà un dominio totale. Come ha confermato il generale italiano Paolo Capitini, stanno pensando a “città umanitarie”, insediamenti blindati per i palestinesi: l’accesso dovrebbe essere “volontario”, ma l’uscita proibita, trasformandole in veri campi di concentramento. E se i palestinesi non ci stanno? Le mosse dell’IDF puntano a convincerli a sparire, con distruzioni e tagli a cibo, acqua e medicine, spingendoli verso esili forzati in posti come Sudan del Sud, Somalia, Libia, Siria o persino Indonesia.

Perché Israele si accanisce su un territorio ridotto in cenere? Ufficialmente per schiacciare Hamas, ma gli analisti lo vedono chiaro: è per rubare risorse e terra, vedendo i palestinesi come una spina nel fianco dello Stato ebraico. Mentre Trump blaterava di trasformare Gaza in un resort da favola e il ministro estremo Bezalel Smotrich spinge per l’annessione, video virali mostrano ruspe che sradicano ulivi secolari, cancellando legami storici. Come ricorda Capitini, c’è in gioco: giacimenti di gas naturale enormi e un canale che sfiderebbe il Suez, rendendo Gaza un trofeo economico. La linea dura israeliana non molla: nessun Stato palestinese, mai, perché questi territori sono la “patria storica del popolo ebraico”, come ripetono i loro leader.

Certo, occupare non è annessione, almeno sulla carta. La legge internazionale dice che l’occupazione dev’essere temporanea e rispettare regole umane, come la Convenzione di Ginevra, ma guardate la Cisgiordania dal ’67: occupata e mai restituita, con violenze che vanno avanti. L’annessione vera, come quella di Gerusalemme Est, è illegale e scatena scandali globali – pensate all’Iraq in Kuwait o alla Russia in Crimea. L’ONU ha tuonato con risoluzioni come la 242, ma Israele le ignora da decenni, restituendo solo il Sinai all’. Negli anni ’90, cedere un po’ di controllo all’Autorità palestinese? Una farsa, con coloni e truppe che continuano a terrorizzare. Alla fine, Gaza rischia di finire come la Cisgiordania: occupata, amministrata da Tel Aviv, e il mondo? Come al solito, guarda e basta.

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