back to top

Mild, Full e Plug-in: le tipologie di veicoli ibridi vengono confrontate rivelando cambiamenti sorprendenti e controversi nella mobilità elettrica

Negli ultimi anni, le automobili ibride sono diventate vera e propria moda ecologista, combinando un motore termico e elettrico per ridurre consumi ed emissioni. Ma sapevate che esistono ben tre tipi di ibride? Sì, avete capito bene: mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid, e le differenze tra le tre, anche grazie ai nostri amici inglesi, confondono molti. Scopriamo come funzionano, quanto consumano e benefici offrono, sì, siamo tutti un po’ confusi.

Mild Hybrid: il primo passo verso l’elettrificazione, o come le chiamiamo noi, le “ibride temperate”. Questi veicoli hanno un motore elettrico che sembra più un giocattolo che un motore vero e proprio, attivandosi solo all’avvio e durante la veleggiata. La batteria, piccolina e carina, si ricarica tramite frenata rigenerativa, rendendo le mild hybrid perfette per il caos urbano, dove si frena di continuo. Meno complicate delle altre, costano meno, ma offrono comunque vantaggi come l’accesso alle ZTL, incentivi e sconti sul bollo, perché sì, anche lo Stato vuole essere green.

Full Hybrid: qui le cose si fanno più serie. Con un motore elettrico più potente e una batteria più capiente, queste auto possono viaggiare in modalità elettrica per oltre il 50% del tempo, soprattutto in città. La batteria si ricarica sempre con la frenata rigenerativa, senza bisogno di colonnine, perché chi ha tempo per fermarsi a ricaricare? Il risparmio è maggiore rispetto alle mild, con il Toyota C-HR Full Hybrid che consuma solo 4.8 litri ogni 100 km e emette 110 g di CO2 per km. Perché sì, anche le auto vogliono fare la loro parte per il pianeta.

Plug-in Hybrid: le vere star del risparmio energetico. Con un sistema elettrico potente, queste auto permettono di viaggiare in modalità elettrica per distanze maggiori. Quando la batteria è carica, il Toyota C-HR in versione plug-in consuma appena 0,9 litri per 100 km e produce solo 19 g di CO₂ per km. La batteria, più grande e potente, si ricarica a casa o alle colonnine pubbliche, ma attenzione, costa di più all’acquisto. Perché sì, la sostenibilità ha un prezzo.

Allora, quale scegliere? Le mild hybrid sono perfette per chi vive in città e non vuole complicazioni, le full hybrid per chi cerca un po’ più di autonomia elettrica senza troppe storie, e le plug-in hybrid per chi ha soldi da investire e vuole davvero fare la differenza. Insomma, ce n’è per tutti, ma ricordate, politica e ambiente vanno sempre a braccetto, e la scelta dell’auto è più di una semplice decisione di mercato.

Per approfondire l’argomento sulla fonte originale

GLI ULTIMI ARGOMENTI

Leggi anche

Misurazione della reattività elettrica nel tempo: un’analisi della cronopotenziometria.

La cronopotenziometria (CP) rappresenta una rilevante tecnica elettrochimica basata sul monitoraggio del potenziale di un elettrodo in funzione del tempo, mediante l'applicazione di una...

Carbonio amorfo: un tipo di carbonio con struttura non ordinata e proprietà particolari.

Il carbonio vetroso, noto anche come GC (da "Glassy Carbon" in inglese), continua a sorprendere il mondo scientifico con la sua struttura unica e...

La Levich Equazione

L’equazione di Levich, elaborata dal chimico fisico russo Veniamin Grigorievich Levich, descrive la variazione del flusso di diffusione e soluzione attorno a un elettrodo...
è in caricamento