Nuovi reperti archeologici emergono dagli scavi di Pompei: due scheletri e un tesoro risalenti all’eruzione del 79 d.C.

La scoperta dei resti umani a Pompei

Nel corso dei lavori di riassestamento delle zone di scavo nell’area archeologica di Pompei, sono stati rinvenuti i resti di due persone vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Si tratta degli scheletri di una donna di 35-45 anni e di un ragazzo di 15-20 anni, scoperti all’interno dell’ambiente 33 di un edificio in fase di ricostruzione.

Contesto storico dei reperti

L’edificio in cui sono stati ritrovati i due scheletri era in fase di lavori al momento dell’eruzione, evento che ha colpito duramente la città dopo un violento terremoto. Gli archeologi hanno individuato i resti umani all’interno di un cubicolo utilizzato temporaneamente durante i lavori di ristrutturazione, contenente anche tracce di arredi come mobili in legno, un candelabro in bronzo e un tavolo con piano in marmo.

Le ultime ore delle vittime

Gli esperti, attraverso lo scavo stratigrafico, hanno cercato di ricostruire gli ultimi istanti di vita della donna e del ragazzo. Si presume che abbiano cercato rifugio nella stanza durante l’eruzione, con la donna che aveva con sé un piccolo tesoro composto da monete d’oro, pietre preziose e orecchini. Il giovane, probabilmente colpito per primo dal crollo di una parete, e la donna, presumibilmente deceduta con l’arrivo della colata piroclastica, sono stati sepolti insieme.

Per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare l’articolo originale su Geopop.

GLI ULTIMI ARGOMENTI

Leggi anche

La chimica nel cuore del furto di segreti industriali: il caso dei ricercatori biomedici

Analisi delle sostanze chimiche e dei materiali coinvolti nel furto di segreti commerciali da parte di un coppia di ricercatori biomedici.

Le membrane a base d’acqua: una nuova frontiera nella cattura del carbonio

Scopriamo il funzionamento chimico e i materiali che rendono le membrane a base d'acqua efficaci nella separazione dei gas, in particolare per la cattura del CO2.

Cosa sucede realmente, dal punto di vista chimico, in queste cellule solari economiche e “difettose”

L'efficacia sorprendente delle cellule solari a perovskite si spiega attraverso difetti chimici che, lungi dall'essere problematici, migliorano le prestazioni elettriche grazie a reti di cariche.