WhatsApp ha recentemente lanciato una nuova funzione che ha mandato in tilt la privacy degli utenti: l’intelligenza artificiale, sotto forma di un inquietante cerchio blu, è ora parte integrante dell’app di messaggistica. Denominata Meta AI, questa novità è basata sul modello Llama 3.2 e si manifesta come un occhio blu nell’angolo inferiore destro dell’interfaccia. L’introduzione di questa AI ha provocato una vera e propria tempesta di reazioni, specialmente tra chi è già paranoico per la propria privacy. Commento: Sembra che il Grande Fratello di Orwell abbia trovato una nuova casa.
Una volta attivata, Meta AI diventa un compagno di chat, capace di rispondere a domande, generare testi e persino organizzare eventi, trasformando WhatsApp in una specie di segretario virtuale. Non solo, ma questa AI si sta espandendo anche su Messenger e Instagram, invadendo così tutto l’ecosistema Meta. Commento: Da semplice messaggistica a controllo totale, un passo da gigante per Meta.
Le preoccupazioni sulla privacy sono esplose quando Meta ha rivelato che, nonostante le conversazioni siano crittografate end-to-end, i dati condivisi con Meta AI potrebbero essere usati per migliorare il servizio e condivisi con partner selezionati. Un messaggio di avviso avverte gli utenti di non condividere informazioni sensibili, ma chi ci crede più? Soprattutto dopo che nel 2024 le autorità europee avevano bloccato il rilascio della tecnologia per sospetta raccolta dati senza consenso. Commento: Meta ci rassicura, ma noi siamo ancora qui a chiederci: "Chi ci spia oggi?"
La reazione degli utenti è stata immediata e disperata: molti cercano di liberarsi di questo occhio blu. Tuttavia, la funzione non può essere completamente disabilitata, ma alcuni hanno trovato soluzioni fai-da-te per nasconderla, come disattivare l’opzione "Mostra pulsante Meta AI" dalle impostazioni, o addirittura modificare l’app con metodi che potrebbero comprometterne la stabilità. Commento: La lotta per la privacy continua, ma sembra una battaglia persa in partenza.