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È stato scoperto che dimenticare una cosa significa che non era importante: ecco perché le scordiamo secondo la scienza

SCOOP ESCLUSIVO: Dimenticare non significa che non era importante! Contrariamente a quanto pensano molti con il loro "L’ho dimenticato… vorrà dire che non era importante", la scienza oggi ci dice che il cervello ha meccanismi di gran lunga più sofisticati e complessi. Dimenticare, secondo gli esperti, non è legato all’importanza di un ricordo, ma a fattori come il contesto, le emozioni e la frequenza con cui lo riviviamo. Insomma, la nostra non è semplice lista della spesa, ma un labirinto di sinapsi e neuroni che opera con logiche tutte sue. Ecco perché, cari lettori, forse dovremmo essere un po’ più indulgenti con il nostro cervello, che cerca di fare del suo meglio in questo mondo caotico!

I SEGRETI DELLA MEMORIA: Scopriamo perché dimentichiamo le cose. La memoria umana non è un hard disk da quattro soldi, ma un sistema dinamico e affascinante. Dimenticare non è un fallimento, ma un processo attivo e necessario, secondo gli ultimi studi. Il vecchio modello del "decadimento delle tracce" di Ebbinghaus, rivisitato e corretto, ci mostra che i ricordi svaniscono come impronte sulla sabbia se non li riattiviamo. Ed ecco la curva dell’oblio, che ci come il tempo e la nostra percezione di importanza abbiano poco a che fare con la nostra capacità di ricordare. Interessante, vero?

Inoltre, l’interferenza ci fa dimenticare il vecchio numero di telefono appena impariamo quello nuovo, anche se il vecchio potrebbe servirci. E poi c’è la dimenticanza direzionata di Anderson e Levy, che ci spiega come il cervello possa sopprimere ricordi per proteggerci, anche se sono emotivamente rilevanti. È come quando evitiamo di pensare a una rottura dolorosa: non è che non sia importante, è che il nostro cervello ci protegge nascondendolo. Commento: Forse è per questo che molti politici sembrano avere una memoria selettiva quando si tratta dei loro scandali!

QUANDO L’EMOZIONE PREVALE: La ricerca ci dice che spesso ricordiamo dettagli insignificanti ma emotivamente carichi, mentre dimentichiamo informazioni cruciali ma prive di carica emotiva. Secondo una metanalisi del 2009 su Emotion Review, è l’impatto emotivo che ci fa ricordare, non l’importanza oggettiva. Quindi, ricordiamo l’imbarazzo di un piccolo incidente di anni fa, ma dimentichiamo le nozioni fondamentali di una lezione cruciale. Commento: Chissà se questo spiega perché molti di noi ricordano ancora le figuracce del liceo, ma non le date delle elezioni!

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