Una spugna assorbe oli e idrocarburi dall’acqua del porto: ecco come funziona

Numerosi cittadini hanno potuto osservare riflessi iridescenti sulla superficie dell’acqua nei porti, spesso associati a sversamenti di oli e idrocarburi dalle imbarcazioni. Questi eventi possono essere il risultato di perdite accidentali durante operazioni come il rifornimento, la manutenzione dei motori e la pulizia dell’acqua di sentina, dove si accumulano liquidi contaminanti.

Per affrontare questa problematica ambientale, è stata ideata una spugna specifica, da utilizzare sia nei porti che a bordo delle imbarcazioni, in grado di assorbire una significativa quantità di liquidi inquinanti senza trattenere l’acqua.

Il poliuretano espanso a celle aperte: cos’è e com’è fatto

Ogni chilogrammo di questa spugna, chiamata Foam Flex e brevettata nel 2014 dall’azienda italiana T1 Solutions, può assorbire fino a 6000 kg di oli durante il suo ciclo di vita, potendo essere impiegata fino a 200 volte. Il materiale di cui è composta è poliuretano espanso, caratterizzato da una struttura a celle aperte.

Questa spugna presenta una consistenza morbida e flessibile, dovuta alla sua struttura spugnosa, con piccole celle interconnesse tra loro. La particolare formulazione chimica del poliuretano, sviluppata appositamente per questo scopo, permette di assorbire grandi quantità di oli e idrocarburi senza trattenere l’acqua. Questo è reso possibile grazie a specifici copolimeri selezionati, che conferiscono al materiale una forte affinità con gli oli e una notevole resistenza all’acqua.

Cosa succede agli oli una volta che sono stati assorbiti dalla spugna?

Le spugne Foam Flex hanno un impatto ambientale positivo, poiché, dopo avere assorbito gli oli, possono essere strizzate per recuperare il liquido, che può poi essere smaltito attraverso le apposite procedure di raccolta. Inoltre, grazie alla loro robustezza, non rilasciano sostanze nocive nell’ambiente e hanno ricevuto l’approvazione dal Ministero dell’Ambiente per l’uso in mare.

Un caso esemplare dell’efficacia di queste spugne si è verificato a Fuerteventura, dove nel 2018 un incidente ha portato a un versamento di circa 150 tonnellate di oli misti. In questa circostanza, 70 kg di Foam Flex, insieme a strizzatori manuali, hanno permesso una pulizia efficace, recuperando tra il 50 e il 70% della sostanza inquinante.

In Italia, l’iniziativa Q8 Sailing for Change è in atto per affrontare questo problema. Grazie alla collaborazione con LifeGate, Q8 ha già inviato kit contenenti spugne Foam Flex in 20 porti italiani, con l’obiettivo di raggiungerne altri 20 entro il 2025.

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