Ipoclorito: determinazione, calcoli

Come determinare l’ipoclorito ClO in soluzioni come candeggina o acqua di piscina utilizzando una titolazione ossidimetrica

La titolazione ossidimetrica è un metodo utilizzato per determinare la presenza di ipoclorito ClO in soluzioni come la candeggina o l’acqua di una piscina. Poiché non esiste un metodo diretto per la sua determinazione, si procede prima alla sua riduzione in ambiente acido in presenza di ioduro che agisce da riducente secondo la reazione:

ClO + I + 2 H+ → Cl + I2 + H2O

Nella reazione, il cloro passa da un numero di ossidazione +1 a -1, mentre lo iodio passa da -1 a zero. La comparsa di una colorazione rosso-bruna conferma che la reazione è avvenuta. Dallo studio della stechiometria, si deduce che il rapporto tra ipoclorito e iodio è di 1:1, permettendo così di determinare le moli di ipoclorito conoscendo le moli di iodio.

La determinazione dello iodio avviene tramite titolazione utilizzando una soluzione standardizzata di tiosolfato, un riducente stabile rispetto all’ossidazione dell’aria. La reazione di ossidoriduzione coinvolta è la seguente:

I2 + 2 S2O32- → 2 I + S4O62-

In questa reazione, lo iodio viene ridotto a ioduro mentre il tiosolfato viene ossidato a tetrationato. L’indicatore utilizzato è la salda d’amido che assume una colorazione blu in presenza di iodio.

Il procedimento prevede la preparazione di una soluzione di KI in ambiente acido, seguita dal prelievo di 25.0 mL della soluzione di ipoclorito da titolare insieme a 50 mL della soluzione di KI in una beuta. Si procede con la titolazione utilizzando una soluzione standardizzata di tiosolfato fino a quando la colorazione rosso-bruna vira al giallo. L’aggiunta di salda d’amido aiuta a identificare il punto di viraggio blu, che indica il punto equivalente della titolazione.

Nei calcoli, se ad esempio si impiegano 10.25 mL di tiosolfato a concentrazione 0.192 M, si ottiene un calcolo delle moli di tiosolfato utilizzato per determinare la quantità di ipoclorito presente nella soluzione in esame.

GLI ULTIMI ARGOMENTI

Leggi anche

La chimica nel cuore del furto di segreti industriali: il caso dei ricercatori biomedici

Analisi delle sostanze chimiche e dei materiali coinvolti nel furto di segreti commerciali da parte di un coppia di ricercatori biomedici.

Le membrane a base d’acqua: una nuova frontiera nella cattura del carbonio

Scopriamo il funzionamento chimico e i materiali che rendono le membrane a base d'acqua efficaci nella separazione dei gas, in particolare per la cattura del CO2.

Cosa sucede realmente, dal punto di vista chimico, in queste cellule solari economiche e “difettose”

L'efficacia sorprendente delle cellule solari a perovskite si spiega attraverso difetti chimici che, lungi dall'essere problematici, migliorano le prestazioni elettriche grazie a reti di cariche.