Perché le scosse di terremoto di M3.9 ai Campi Flegrei hanno causato una forte avvertibilità

Ieri ai Campi Flegrei si è registrato un terremoto di magnitudo 3.9 alle ore 15:30, seguito da una serie di scosse minori di magnitudo 2.3, 2.7 e 3.0. Poco dopo la mezzanotte, un altro sisma di magnitudo 3.9 ha colpito l’area, insieme ad ulteriori scosse avvertite fino nelle prime ore di oggi. Queste scosse hanno suscitato domande tra la popolazione, spingendo a chiarire la situazione sismica in corso.

Riflettori sulla magnitudo

La preoccupazione riguardo agli eventi sismici è alimentata dalla percezione che le scosse di magnitudo 3.9 siano state avvertite in modo intenso. Questo porta a interrogarsi se la magnitudo sia sottostimata. È importante ricordare che il valore della magnitudo non è direttamente correlato all’intensità dell’avvertimento percepito, che può variare a seconda della profondità del terremoto e della geologia locale. Nel caso dei Campi Flegrei, le scosse si sono verificate a profondità di 2-3 km, contribuendo ad una maggiore percezione della loro intensità.

Origine dei sismi

I terremoti ai Campi Flegrei non sono di natura tettonica, ma vulcanica, legati al fenomeno del bradisismo. Questi eventi sismici sono connessi alla presenza di fluidi magmatici nel sottosuolo, che danno origine a una continua oscillazione del suolo. Dal 2005, la zona di Pozzuoli ha registrato un aumento del suolo di 140 cm. Dagli inizi del 2024 si è verificato un ulteriore innalzamento di circa 20 cm, confermando la fase di risalita in corso.

Rischio di eruzione

In merito alla possibilità di un’eruzione, attualmente non ci sono dati che indichino un imminente evento eruttivo. Tre fattori fondamentali vengono analizzati: i sismi, la deformazione del suolo e la chimica delle fumarole. L’INGV monitorerà l’evoluzione di questi parametri e fornirà aggiornamenti nel caso emergano segni preoccupanti. Al momento, i dati non suggeriscono un’eruzione imminente.

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