Misteriosi poteri luminosi della Hackmanite: proprietà e usi nel settore tecnologico

L’hackmanite è un fascinante minerale composto di cloruro di silicato di sodio e alluminio. Questa gemma unica fu scoperta per la prima volta nel XX secolo in Groenlandia. Il suo nome è un omaggio al geologo finlandese Victor Axel Hackman, che dedicò molti studi al minerale.

Caratteristiche dell’Hackmanite

Un sottogruppo della sodalite, l’hackmanite si forma comumente in magmi alcalini con basso contenuto di silice. Questo avviene tipicamente in sieniti nefeliniche, fonoliti e vari tipi di rocce affini, oltre a rocce calcaree metasomatizzate e cavità di blocchi vulcanici.

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Sorprendente è la fotocromia reversibile, o tenebrescenza viola, che mostra l’hackmanite una volta esposta ai raggi UV e ai raggi X. Questa caratteristica la rende un minerale molto ricercato nell’ambito dell’analisi mineralogica e della gemmologia.

Che una pietra possa cambiare colore quando esposta alla luce UV è un fenomeno davvero affascinante, che continua a stupire sia ricercatori che collezionisti. Grazie a questa peculiarità, l’hackmanite trova utilizzo in diverse applicazioni.

Diffusione dell’Hackmanite

L’hackmanite è un minerale relativamente raro, trovato in una vasta gamma di contesti geologici in tutto il mondo. Si trova colloquialmente in rocce ignee alcaline come la sienite e le sieniti nefeliniche. Queste rocce sono ricche di sodio e alluminio, componenti essenziali di hackmanite che ha la formula Na8Al6Si6O24(Cl2,S)2, anche se può contenere impurità di ioni Fe3+ e Cr3+.

strutturastruttura

L’hackmanite può anche formarsi durante il metamorfismo, ossia quando le rocce preesistenti sono sottoposte a elevata pressione e temperatura. È diffusa in Groenlandia, dove fu scoperta per la prima volta nel 1901 da L.H. Borgstrom. Giacimenti significativi si trovano anche in Afghanistan, particolarmente nella provincia di Badakhshan, oltre che in Canada nella regione di Bancroft in Ontario.

Alcuni esemplari di hackmanite sono stati trovati in Russia, nella penisola di Kola e nel massiccio del Lovozero, conosciuti per le loro rocce ignee alcaline. Depositi di hackmanite sono stati segnalati anche in Myanmar, precedentemente conosciuto come Birmania.

Proprietà dell’Hackmanite

L’hackmanite si posiziona da 5.5 a 6 sulla scala di durezza di Mohs, con un peso specifico tra 2.27 e 2.33. Questa pietra è abbastanza fragile, con una tenacità da discreta a scarsa, che rende problematica la sua lavorazione. Di solito, ha una struttura cristallina isometrica, formando cristalli cubici o ottaedrici. Tuttavia, può anche manifestarsi in forma massiva o granulare.

colorecolore

L’hackmanite è generalmente incolore o di colore grigio chiaro quando si trova nel suo stato naturale. Tuttavia, può presentare una gamma di colorazioni – dal rosa al viola intenso – quando esposta ai raggi ultravioletti. Il cambiamento di colore è reversibile e diminuisce quando il minerale è posto sotto protezione dai raggi UV o riscaldato a oltre 500°C.

Una variante di hackmanite, di colore bianco e di origine canadese, può addirittura virare al rosso lampone quando esposta alla luce UV a brevi onde. Il colore però svanisce rapidamente se esposto alla luce del sole.

Il carismatico colore dell’hackmanite è dovuto all’assorbimento dei raggi UV da parte dei cloruri presenti nella sua composizione. Questo provoca un trasferimento di elettroni che varia la gamma di colore visibile del minerale. Fornendo abbastanza energia termica o ottica, gli elettroni possono ritornare allo stato di disolfuro.

Utilizzo dell’Hackmanite

L’hackmanite è molto apprezzata nel campo della gioielleria, particolarmente per la creazione di pendenti, nonostante la sua fragilità la renda difficile da incastonare. I collezionisti di gemme la stimano per la sua rarità e il fenomeno della tenebrescenza.

Tale minerale viene esibito nei musei scientifici e utilizzato in contesti educativi per la sua capacità di stupire il pubblico con le sue incredibili proprietà ottiche. L’hackmanite viene inoltre utilizzata in vari studi e esperimenti, in special modo quelli orientati alla fluorescente e al fotocromismo.

In ambito olistico, l’hackmanite è ritenuta possedere proprietà metafisiche associate al sollievo dallo stress e alla guarigione emotiva, rendendo questo minerale interessante anche per la cristalloterapia.

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