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La “Cultura Woke”: origine del suo nome e significato

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La è attualmente oggetto di un ampio dibattito pubblico, politico e accademico, rappresentando un movimento sociale che si concentra sulla consapevolezza e sull’azione contro le ingiustizie razziali, di genere e sociali. Essa tende a enfatizzare l’uso di un linguaggio inclusivo e la protezione delle minoranze. I sostenitori considerano questa evoluzione come fondamentale per garantire maggiore equità e rappresentanza nelle istituzioni, mentre i critici vedono nel fenomeno una minaccia alla libertà di espressione e al pensiero critico, con il rischio di indurre autocensura e forme di Cancel Culture.

Nascita e origini del wokismo

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Murale di protesta a Portland dedicato a George Floyd.

Radici teoriche e ideologiche

Il wokismo si fonda su concetti come la Critical Race Theory, l’Intersezionalità e il Postmodernismo:

  • La Critical Race Theory postula che il razzismo sia radicato nelle strutture delle istituzioni sociali ed economiche.
  • L’Intersezionalità, introdotta da Kimberlé Crenshaw (1989), mette in luce come le forme di oppressione interagiscano, e come la discriminazione possa colpire congiuntamente diverse identità, ad esempio attraverso la sovrapposizione di razza e genere.
  • Il Postmodernismo, ispirato da pensatori come Michel Foucault e Jacques Derrida, critica le narrazioni dominanti, interrogando il concetto di verità e le strutture sociali consolidate.

Secondo osservatori come Helen Pluckrose e James Lindsay, questi concetti hanno alimentato una forma di attivismo che si concentra linguaggio, sulla rappresentazione e sulla decostruzione delle strutture sociali oppressive, portando a una crescente attenzione alla simbologia e al linguaggio nel discorso pubblico.

Critiche al wokismo

Le critiche all’ideologia wokista possono essere sintetizzate come segue:

  • Essenzialismo identitario: La visione wokista tende a considerare le identità come categorie rigide, trascurando la complessità delle dinamiche individuali e sociali.
  • Moralismo e conformismo sociale: Si paventa il rischio che il wokismo possa indurre un moralismo coercitivo, in il dissenso venga etichettato negativamente, limitando così la libertà di espressione.
  • Mancanza di analisi strutturale ed economica: Alcuni critici sostengono che il wokismo ignori le cause economiche delle disuguaglianze, concentrandosi eccessivamente su aspetti culturali e simbolici.
  • Universalismo vs. relativismo culturale: Il wokismo viene talvolta criticato come una forma di etnocentrismo che impone una visione occidentale della giustizia sociale su contesti culturali diversi.
  • Cancel Culture: Questa fenomenologia è vista come una conseguenza estrema del wokismo, in cui individui possono essere boicottati per opinioni non conformi, generando un clima autoritario sul dibattito pubblico.

Fonti

Bell, D. (1992). Faces at the Bottom of the Well: The Permanence of Racism. Basic Books.

Crenshaw, K. (1989). Demarginalizing the Intersection of Race and Sex. University of Chicago Legal Forum.

Derrida, J. (1967). Of Grammatology. Johns Hopkins University Press.

DiAngelo, R. (2018). White Fragility: Why It’s So Hard for White People to Talk About Racism. Beacon Press.

Foucault, M. (1975). Discipline and Punish: The Birth of the Prison. Pantheon Books.

Friedersdorf, C. (2021). “The Woke Wars.” The Atlantic.

Mounk, Y. (2022). The Great Experiment: Why Diverse Democracies Fall Apart and How They Can Endure. Penguin Press.

Norris, P. (2021). Cancel Culture: Myth or Reality? Cambridge University Press.

Taylor, K.-Y. (2016). From #BlackLivesMatter to Liberation. Haymarket Books.

Abu-Lughod, L. (2013). Do Muslim Women Need Saving? Harvard University Press.

Bourdieu, P. (1989). La Distinction: Critique sociale du jugement. Les Éditions de Minuit.

Žižek, S. (2021). Pandemic! 2: Chronicles of a Time Lost. Polity Press.

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Ecco quale dimensione massima ha.

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Credit: Terrible Maps.

Il formato PDF è noto per la sua versatilità nella creazione di documenti digitali, ma la sua dimensione è un aspetto meno conosciuto. Secondo le specifiche ufficiali del formato, un singolo PDF può arrivare fino a 381 km per lato. Questa grandezza equivale a circa metà della superficie della Germania o, a titolo di paragone, sei volte le dimensioni della Lombardia.

Limiti di dimensione e specifiche tecniche

La limitazione della dimensione deriva da un parametro definito UserUnit, che stabilisce la scala di misurazione delle pagine nei documenti PDF. Nelle versioni più recenti del formato, come il PDF .7, il valore massimo consentito per UserUnit è di 75.000. porta alla possibilità di creare pagine che misurano fino a 15 milioni di pollici, che corrispondono ai 381 km menzionati. Mentre i software Adobe gestiscono questo limite, programmi, come Anteprima su macOS, sembrano non avere restrizioni simili, permettendo la creazione di PDF con dimensioni teoricamente infinite.

Ricerca e sperimentazione

Un’indagine da parte di Alex Chan, sviluppatrice di software, ha confermato questa dimensione massima ufficiale e, attraverso test, ha mostrato come sia possibile aggirare tali limitazioni. Chan è riuscita a generare un PDF con una larghezza che superava la distanza tra la Terra e la Luna, dimostrando le potenzialità del formato. La struttura interna del PDF, che comprende oggetti come MediaBox e UserUnit, è ciò che consente tale versatilità, pur avendo origini che limitavano le dimensioni a 45 × 45 pollici nelle versioni iniziali.

Il documento PDF Reference sixth edition Adobe Portable Document Format Version 1.7 November 2006 specifica formule che consentono di calcolare la massima dimensione da raggiungere, collegando il numero massimo di unità PDF per lato e il valore di UserUnit.

CSS: un’impresa oltre i limiti

Proseguendo nella sua esplorazione, Chan ha scoperto che utilizzando Anteprima, un software di visualizzazione di immagini e PDF preinstallato su macOS, era possibile creare documenti con dimensioni illimitate. La sua incursione nella programmazione ha portato alla creazione di un PDF che, secondo il software, misurava più dell’intero universo osservabile, citando dimensioni pari a circa 37 trilioni di anni quadrati. Sebbene tale grandezza sia teoricamente possibile, è difficile immaginare un uso pratico di documenti così enormi, poiché anche i software più avanzati avrebbero difficoltà nel gestire file di tali dimensioni.

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La prima rete 4G testata da Nokia con la missione IM-2 per Internet sulla Luna

Con la missione IM-2, testerà la prima rete cellulare 4G sulla . Questo sistema innovativo potrebbe rivoluzionare le modalità di comunicazione tra astronauti, rover e basi lunari, aprendo possibilità per future missioni su Marte e oltre.

Quando la missione IM-2 di Intuitive Machines decollerà il 26 febbraio, non sarà solo un viaggio robotico verso il nostro satellite naturale. All’interno del lander ci sarà una rete cellulare 4G, mai testata oltre l’orbita terrestre. Progettata da Nokia Bell Labs, questa tecnologia potrebbe segnare l’inizio di un nuovo approccio nell’esplorazione spaziale, permettendo ad astronauti e rover di connettersi tramite la stessa infrastruttura cellulare che attualmente collega miliardi di dispositivi sulla Terra.

Dall’Apollo all’Artemis: il futuro delle comunicazioni lunari

Per decenni, le missioni spaziali hanno fatto affidamento su sistemi di comunicazione radio a punto a punto, caratterizzati da trasmissioni limitate e bassa capacità di dati. Durante il programma Apollo, i lander e i rover comunicavano solo quantità esigue di informazioni, utilizzando tecnologie a frequenze ultra alte (UHF) e molto alte (VHF). Con l’avvento del programma Artemis, che prevede il ritorno degli astronauti sulla Luna entro il 2028 e la creazione di una base permanente negli anni ’30, la necessità di sistemi di comunicazione più avanzati diventa cruciale.

In risposta a queste esigenze, Nokia ha sviluppato il Lunar Surface Communication System (LSCS), un sistema robusto progettato per resistere alle condizioni estreme dell’ambiente spaziale. Installato sul lander della missione IM-2, il sistema è composto da una stazione base e un’antenna, capaci di resistere a radiazioni, vibrazioni e temperature estreme. Alimentato pannelli solari integrati, questo network permetterà comunicazioni ad alta velocità tra il lander, il rover e il hopper durante la missione.

Una rete progettata per la Luna… e per il futuro dell’esplorazione spaziale

La missione IM-2 rappresenta un avanzamento rispetto alla precedente IM-1. Il nuovo lander, denominato Athena, presenta un design ottimizzato e un serbatoio di elio più leggero. La zona di atterraggio è prevista nella regione di Mons Mouton, a circa 160 km dal Polo Sud lunare, un traguardo mai raggiunto prima.

l’atterraggio, il lander si dedicherà allo studio di aree altimetriche della Luna, affrontando la mobilità lunare e la ricerca di risorse, oltre all’analisi delle sostanze volatili sottostanti. Questa missione rappresenta solo l’inizio: Nokia prevede un futuro in cui non soltanto lander e rover, ma anche tute spaziali e basi lunari potrebbero essere connesse attraverso reti 4G o 5G.

Inoltre, il LSCS è stato progettato per affrontare le sfide climatiche della Luna, con montaggi termicamente isolati per proteggere l’hardware dalle condizioni estreme. Questo sistema è parte integrante del Thermal Protection System del lander, che gestisce il calore durante il funzionamento e ne conserva parte durante i periodi inattivi.

La rete lunare è capace di supportare trasmissioni video in alta definizione e comunicazioni di comando, permettendo anche, in teoria, la connessione di dispositivi portatili, come , se dotati di una SIM compatibile.

La missione IM-2 fungerà da test cruciale per l’espansione della connettività cellulare nello spazio, con potenzialità di estensione oltre la Luna, verso Marte e altre destinazioni. La sperimentazione di questa rete rappresenta un significante passo in avanti per il futuro delle comunicazioni nell’esplorazione spaziale e potrebbe semplificare la connettività sulla Luna, paragonabile al Wi-Fi disponibile sulla Terra.

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I denti arancioni dei castori e di altri roditori.

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La caratteristica distintiva dei riguarda i loro incisivi, notoriamente progettati per rosicchiare materiali come legno, corteccia e frutta secca. Oltre alla loro forma e funzione, i di alcuni roditori presentano un colore arancione, dovuto alla presenza di ferro nello smalto dentale. Questa peculiarità si osserva in specie come castori, nutrie e scoiattoli, e rende i loro incisivi più resistenti agli acidi e all’usura, permettendo un utilizzo intensivo senza un rapido .

Le origini del termine “roditore”

Il termine “roditore” deriva dal latino rodere, che significa “rosicchiare”, e si riferisce ai due incisivi superiori e inferiori che crescono continuamente nel corso della vita. La composizione dei denti dei roditori presenta una microstruttura complessa, con uno smalto progettato per resistere a vari stress chimici e fisici, rendendolo superiore rispetto a quello umano. Grazie alla di ferro, lo smalto dei roditori è più robusto e durevole, assicurando una costante affilatura degli incisivi tramite un processo evolutivo che supporta la loro modalità di alimentazione e interazione con l’ambiente.

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Teschio di castoro nordamericano con i caratteristici denti arancioni.

Confronto tra smalto dentale di roditori e umani

Lo smalto dentale umano, composto principalmente da idrossiapatite, è il tessuto più duro del corpo umano ma non è in grado di rigenerarsi una volta danneggiato, essendo privo di cellule viventi. La protezione dei denti avviene attraverso pratiche di igiene orale e trattamenti specifici. Al contrario, il smalto dei roditori è arricchito con minerali come ferro e magnesio, conferendo non solo il caratteristico colore, ma anche una maggiore resistenza agli agenti esterni. La continua attività degli ameloblasti, le cellule responsabili della formazione dello smalto, consente ai roditori di mantenere incisivi sempre affilati e protetti, un fattore essenziale per la loro sopravvivenza.

dentiarancioni
I denti di un roditore con smalto ricco di ferro (Fe). A sinistra, una mandibola con incisivi arancioni; a destra, un’immagine al microscopio che mostra la dello smalto rinforzato con ferro.

Specie di roditori con incisivi arancioni

Specie note per i loro incisivi arancioni includono:

  • Castori (Castor fiber in Europa e Castor canadensis in Nord America): noti per la loro capacità di abbattere alberi e costruire dighe, grazie a denti robusti che supportano una dieta a base di corteccia e piante acquatiche.
  • Nutrie (Myocastor coypus): roditori semi-acquatici che utilizzano incisivi potenti per rosicchiare vegetazione e radici.
  • Scoiattoli (Sciurus vulgaris o Sciurus carolinensis): possiedono incisivi specializzati per rompere gusci duri di noci e semi, essenziali per la loro alimentazione.

Queste caratteristiche dentali dei roditori non costituiscono solo un aspetto estetico, ma rappresentano un’importante innovazione evolutiva per la loro sopravvivenza in ambienti diversi e impegnativi.

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Nascondiglio di monete risalenti a 1000 anni fa trovato nel sito di una futura centrale elettrica da archeologi

Gli archeologi hanno scoperto un prezioso tesoro di medievali in un cantiere di Suffolk: un ritrovamento che svela dettagli inediti sulla dell’Inghilterra dell’XI secolo.

YouTube – University of New South Wales (UNSW)

Un importante ritrovamento archeologico offre nuove informazioni sulla storia medievale dell’Inghilterra. Durante gli scavi per la nucleare Sizewell C, nella contea di Suffolk, un team di archeologi ha rinvenuto un tesoro di 321 monete d’argento datate all’XI secolo. ritrovamento, effettuato dagli archeologi di Oxford Cotswold Archaeology, ha suscitato notevole interesse tra gli studiosi. Le monete, rinvenute all’interno di un pacchetto di piombo, potrebbero essere state custodite in una borsa antica e risalgono al periodo tra il 1036 e il 1044, per un valore che all’epoca corrispondeva a 320 pence.

Dettagli del ritrovamento

Il tesoro scoperto è attribuibile ai regni di tre sovrani inglesi: Harold I, Harthacnut e Edoardo il Confessore. La maggior parte delle monete è stata coniata durante il regno di Harold I, mentre esemplari più recenti, risalenti agli inizi del periodo edoardiano, appartengono al “PACX type”. Le monete presentano quattro design differenti, tra cui “Jewel Cross” e “Fleur-de-Lys” di Harold I, e il “Arm-and-Sceptre” di Harthacnut.

Implicazioni storiche

Secondo OCA, le monete venivano frequentemente redesignate per prevenire le falsificazioni e garantire un flusso costante di valuta. Questi aspetti conferiscono alla scoperta un’importanza storica significativa, poiché testimoniano l’economia e il sistema monetario dell’Inghilterra dell’XI secolo. Andrew Pegg, archeologo del progetto, ha descritto il ritrovamento come una “capsula del ” che contribuisce a arricchire la conoscenza storica della zona.

Damian Leydon, direttore del progetto di costruzione di Sizewell C, ha definito il ritrovamento un’opportunità per approfondire la comprensione della storia ricca di Suffolk. Il team di Sizewell C sta collaborando con OCA per rendere i reperti accessibili al pubblico, consentendo a tutti di studiarli.

Le monete d’argento non sono solo strumenti di scambio, ma narrano la storia di civiltà e culture. Ogni moneta porta con sé informazioni su religione, valori e politica di un’epoca. La scoperta di Sizewell C, quindi, non solo arricchisce la storia britannica, ma pone in evidenza il ruolo delle monete come collegamenti tra passato e presente, mantenendo in sé i segreti di epoche passate.

Fonte: United States Mint

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In Islanda è stato vietato il consumo di birra per 74 anni, la storia del proibizionismo fino al 1989

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In , la birra rimase vietata per un periodo di quasi 75 anni, dal 1915 al 1989. Durante lungo divieto, gli islandesi cercarono modi creativi per aggirare la restrizione e gustare birre artigianali. La fine del bando portò alla legalizzazione della bevanda e alla creazione della “Björdagur”, una giornata dedicata alla celebrazione della birra.

della birra in Islanda

Il divieto della birra in Islanda rappresentò una fase significativa della storia sociale del paese, costringendo i cittadini a trovare alternative e soluzioni per continuare a godere di questa bevanda. L’interesse per la birra non scomparve mai del tutto durante gli anni di restrizione e, al momento della sua reintroduzione, gli islandesi si trovarono pronti a festeggiarne il ritorno.

Celebrazioni della Bjórdagur

La “Bjórdagur” è diventata un’occasione annuale per gli appassionati di birra, con eventi e manifestazioni che celebrano la della birra in Islanda. Questa giornata è caratterizzata da degustazioni, workshop e attività che coinvolgono diverse birrerie locali, contribuendo così a promuovere la produzione artigianale.

Riflessione culturale

La riscoperta della birra in Islanda ha rappresentato molto più di un semplice cambiamento normativo; è diventata simbolo di una ritrovata libertà e una celebrazione della tradizione e dell’innovazione nel settore delle bevande alcoliche. La “Bjórdagur” è ora un momento di unione per la comunità, che celebra le proprie radici e le nuove tendenze nel panorama birraio.

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Attivazione del filtro luce blu dello smartphone per proteggere gli occhi

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L’uso di prima di coricarsi può compromettere la del sonno a causa dell’emissione di luce blu dai dispositivi. Questo tipo di luce, con lunghezze d’onda tra 380 e 500 nanometri, è emessa da schermi di smartphone, computer, tablet e dispositivi LED. Molti utenti trovano difficile sostituire il trascorso sui social media con attività più rilassanti come la lettura. Per mitigare questo problema, si consiglia di attivare filtri che riducono l’emissione di luce blu presenti nelle impostazioni dei dispositivi.

Come ridurre la luce blu del display dello smartphone Android

Nei dispositivi Android, la riduzione della luce blu può essere attivata attraverso le impostazioni di sistema. A seconda del produttore, possono essere utilizzati nomi diversi per questa modalità, come Comfort visivo, Protezione occhi o Modalità notte. I seguenti passaggi possono essere seguiti per attivarla:

. Aprire l’app Impostazioni e selezionare Schermo, Display o una dicitura simile.
2. Toccate la voce relativa alla modalità notturna o protezione degli occhi.
3. Attivare l’impostazione muovendo l’interruttore su ON.
4. Se disponibile, programmare l’ automatica della modalità per specifici orari.

Come ridurre la luce blu del display dell’iPhone

Su iPhone, la funzione che consente di ridurre la luce blu si chiama Night Shift. Per attivarla, seguire i seguenti passaggi:

1. Accedere al Centro di controllo con uno swipe verso il basso dall’angolo superiore destro dello schermo (iPhone X e modelli successivi) o uno swipe dal basso verso l’alto (iPhone SE e modelli precedenti).
2. Effettuare un tocco prolungato sull’icona della luminosità.
3. Attivare o disattivare manualmente l’impostazione Night Shift.

Per una programmazione automatica:

1. Aprire l’app Impostazioni e selezionare Schermo e luminosità.
2. Toccate Night Shift e regolate la temperatura del colore tramite lo slider.
3. Attivare l’interruttore per la programmazione.
4. Scegliere tra le opzioni Dal tramonto all’alba o Programmazione personalizzata, impostando gli orari desiderati.

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Storia della musica Metal, dai Black Sabbath al giorno d’oggi

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Nato dall’evoluzione dell’hard rock alla fine degli anni ’60, il Metal ha attraversato decenni di trasformazioni, contaminazioni e rivoluzioni sonore, passando da fenomeno di nicchia a movimento culturale globale. dei alle band più contemporanee, il genere ha dimostrato la sua capacità di reinventarsi. Questo articolo esplora le sue origini, le epoche d’oro, le evoluzioni più importanti e la sua condizione attuale.

Le origini e la diffusione negli anni ’60 e ’70

Negli anni ’60, il rock era uno dei generi più popolari e, in questo contesto, iniziò a emergere l’hard rock, caratterizzato da un suono più aggressivo, sostenuto da band come Deep Purple, Led Zeppelin e Cream. Alla fine del decennio, i Black Sabbath, un gruppo di Birmingham, iniziarono a sviluppare una versione ancora più oscura dell’hard rock, utilizzando chitarre distorte e testi che richiamavano l’occultismo. Il loro primo album omonimo del 1970 è considerato il primo disco heavy metal della storia.

Il neonato genere era fortemente influenzato dai generi musicali dell’epoca, come rock e blues. Diverse band nei decenni successivi seguirono le orme dei Black Sabbath, integrando altre influenze. I Motörhead, ad esempio, crearono un heavy metal rapido e concitato, anticipando la rivoluzione punk che sarebbe arrivata nei decenni successivi.

L’ondata degli anni ’80

Negli anni ’80, la musica metal acquisì sempre più rilevanza, grazie a band inglesi come Iron Maiden, Def Leppard, Saxon e Judas Priest, che realizzarono un metal solido ma accessibile a un pubblico più vasto. Questo movimento, noto come New Wave Of British Heavy Metal (NWOBHM), rappresentò un importante traguardo per il genere. Grazie ai Judas Priest, si diffuse anche la moda di indossare abbigliamento di pelle e borchie, uno stile che rimane legato al genere.

Mentre il metal britannico cresceva nel popolarità, gli Stati Uniti contribuirono a renderlo di tendenza. Gruppi come Mötley Crüe, Van Halen, Poison e Guns N’ Roses, con il loro Hair Metal (noto anche come Glam Metal), crearono musica fruibile a un pubblico ampio, caratterizzata da abbigliamento vistoso, sonorità più morbide e ritornelli orecchiabili, mantenendo un legame con tematiche trasgressive.

Evoluzione e diversificazione negli anni ’90 e 2000

Negli anni ’90, il metal iniziò a frammentarsi, dando vita a una varietà di sottogeneri, ciascuno con uno stile, tematica e immaginario distintivi. Esempi includono il Symphonic Metal, il Brutal Death Metal e il Nu Metal, con band come Slipknot, System of a Down, Linkin Park, Deftones e Korn che contribuirono a questa diversificazione. Allo stesso tempo, il black metal norvegese emerse come movimento estremo, attirando l’attenzione per le sue vicende giudiziarie e polemiche.

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90, il metal venne etichettato come satanista e pericoloso da gruppi conservatori. In questo contesto, Metallica, Slayer, Megadeth e Anthrax divennero figure di riferimento del Thrash Metal, caratterizzato da percussioni rapide e testi impegnati. Anche se alcuni sottogeneri rimasero di nicchia, conquistarono un pubblico più ampio.

Nel nuovo millennio, il rap e il pop hanno ridimensionato il metal, relegando il genere a un ruolo marginale in molti contesti. Tuttavia, negli ultimi anni, il metal ha trovato nuova vitalità grazie a band come Sleep Token, Ghost, Bad Omens e Falling In Reverse, che guadagnano popolarità. Alcuni gruppi metal continuano a riempire stadi e festival globalmente. Inoltre, un evento significativo si è verificato alle Olimpiadi di Parigi 2024, dove per la prima volta una band metal ha aperto l’evento, avvicinando molte persone a un genere spesso considerato “difficile”.

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La qualità del cibo o dell’acqua viene analizzata da questo sensore rivelando pesticidi e microplastiche in 3 secondi.

Grazie a EcoTracker, individuare pesticidi, microplastiche e altre tossine in cibo e acqua è questione di pochi : un dispositivo intuitivo e accessibile che aiuta a controllare la qualità degli alimenti e dell’acqua con un semplice test.

©Kickstarter

Tra pesticidi, microplastiche, residui di petrolio e altre sostanze invisibili, capire se ciò che consumiamo è davvero sicuro può essere complicato. Per risolvere questo problema, l’azienda americana Milerd ha sviluppato EcoTracker, un innovativo in grado di analizzare la qualità degli alimenti e dell’acqua in appena tre secondi.

Progettato per essere veloce, portatile e facile da usare, questo dispositivo permette di individuare la presenza di sostanze tossiche in oltre 60 tipi di alimenti, tra frutta, verdura, carne e pesce. Non si limita solo al cibo: EcoTracker analizza anche l’acqua, misurandone acidità, contenuto di solidi disciolti e livello di nitrati.

Come funziona

L’utilizzo del dispositivo è intuitivo e immediato. Basta inserire una striscia rivestita d’ nel sensore e metterla a contatto con l’alimento o l’acqua da testare. Dopo soli tre secondi, i risultati compaiono su un display touch, attraverso un semplice sistema a colori:

  • Verde: l’alimento o l’acqua sono sicuri da consumare.
  • Giallo: attenzione, è consigliata prudenza.
  • Rosso: meglio evitare il consumo.

Grazie a questa modalità di lettura immediata, anche chi non ha conoscenze scientifiche può interpretare facilmente i risultati.

Un alleato per una vita più sana e sicura

EcoTracker è stato progettato per essere accessibile a tutti. È dotato di due strisce di controllo intercambiabili: una dedicata alla misurazione del pH e l’altra alla rilevazione di contaminanti specifici. Inoltre, grazie alla batteria ricaricabile, il dispositivo può funzionare a una settimana con un uso regolare.

In un’epoca in cui cresce la preoccupazione per la sicurezza alimentare, questo strumento potrebbe diventare un punto di riferimento per chi vuole controllare la qualità del cibo che porta in tavola. È particolarmente utile non solo nella vita quotidiana, ma anche per viaggiatori e appassionati di escursioni, che desiderano assicurarsi che l’acqua disponibile sia potabile.

Lanciato il 28 gennaio su Kickstarter, EcoTracker ha già riscosso un grande successo. L’obiettivo iniziale di 4.800 euro è stato abbondantemente superato, raccogliendo oltre 110.000 euro in finanziamenti.

Attualmente è disponibile in preordine a partire da 47 euro, mentre il prezzo di vendita finale sarà di 143 euro, con una striscia di controllo inclusa. Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito ufficiale ecotracker-milerd.com.

Fonte: Kickstarter

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La classifica dei 10 italiani più ricchi e il motivo per cui la ricchezza resta nelle stesse famiglie

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Le più ricche d’Italia, come Ferrero, Del Vecchio, Agnelli e Benetton, devono il loro successo a un modello di capitalismo fortemente legato alle dinamiche familiari. Questo è frutto non solo di strategie aziendali efficaci, ma anche di relazioni significative con entità politiche e di un ambiente fiscale favorevole. L’accumulo di enorme ricchezza da parte di singoli individui in Italia si colloca all’interno di un contesto globale, dove diversi fattori storici, culturali e normativi hanno contribuito a creare un ambiente propizio per la continuità delle famiglie imprenditoriali.

La classifica degli italiani più per il 2024, secondo Forbes e Bloomberg Billionaires Index, è la seguente:

Posizione Nome Patrimonio netto (miliardi di $) Settore Residenza
1 Giovanni Ferrero 39,1 Alimentare (Ferrero) Lussemburgo
2 Giorgio Armani 12,9 Moda (Armani) Milano
3 Piero Ferrari 7,3 Automobilistico (Ferrari) Modena
4 Silvio Berlusconi (eredi) 7,3 Media, Finanza (Mediaset, Fininvest) Milano
5 6,7 Farmaceutica (Menarini) Firenze
6 Giuseppe De’ Longhi 5,2 Elettrodomestici (De’ Longhi) Treviso
7 5,1 Moda (Prada) Milano
8 Luca Garavoglia 5,0 Bevande alcoliche (Campari) Milano
9 Remo Ruffini 4,1 Moda (Moncler) Milano
10 4,0 Alimentare (Perfetti Van Melle) Lainate

Le condizioni che hanno favorito l’accumulo di ricchezza nelle famiglie italiane

La peculiarità del capitalismo italiano si manifesta attraverso una significativa presenza di aziende familiari, tramandate di generazione in generazione. Questo modello contribuisce a garantire stabilità, anche se può limitare l’innovazione e la mobilità sociale. Inoltre, il contesto fiscale del Paese risulta spesso ambiguo nei riguardi dei super-ricchi, con paradisi fiscali come Monaco e le Isole Cayman che giocano un ruolo cruciale nell’ottimizzazione fiscale. I trust familiari e le holding in nazioni come Lussemburgo e Olanda forniscono opportunità per proteggere la ricchezza da possibili tassazioni sfavorevoli. Questa situazione ha reso il dibattito sulla giustizia fiscale in Italia sempre più attuale.

Storicamente, l’interazione tra politica e grandi capitali ha contribuito alla di ricchezza. La Legge Mammì del 1990 ha permesso la concentrazione di reti televisive, mentre le liberalizzazioni introdotte dalla Legge Bersani nel 1998 hanno favorito grandi gruppi nel settore alimentare e farmaceutico. Altre leggi, come quella Finanziaria del 2002, hanno offerto agevolazioni fiscali che hanno ulteriormente alimentato la crescita di imprese consolidate.

La ricchezza che si tramanda

Nel contesto socioculturale italiano, la ricchezza ha frequentemente un carattere ereditario. Questo fenomeno evidenzia come il capitale ereditario trasmetta non solo risorse materiali, ma anche reti relazionali e vantaggi istituzionali, contribuendo a perpetuare disuguaglianze economiche. La mobilità sociale è limitata, e chi proviene da famiglie benestanti ha maggiori probabilità di mantenere il proprio status privilegiato, mentre le classi meno abbienti si trovano a fronteggiare significative difficoltà per accedere a pari opportunità. L’inasprimento della carenza di un’imposta sulle successioni favorisce inoltre una concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, dando a dinastie industriali con fortune tramandate senza adeguati processi di redistribuzione.

Bibliografia

Bourdieu, P. (1986). “The Forms of Capital.” In Handbook of Theory and Research for the Sociology of Education.

Forbes Billionaires Index (2024). “Italy’s Richest People.”

Ginsborg, P. (2003). L’Italia del presente. Einaudi.

Oxfam Italia (2023). “Disuguaglianze economiche in Italia: il ruolo della fiscalità.”

Streeck, W. (2014). Buying Time: The Delayed Crisis of Democratic Capitalism. Verso Books.

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Polieteri: un’analisi delle applicazioni e delle proprietà

I polieteri rappresentano una classe di polimeri caratterizzati da catene costituite da unità ripetitive collegate da legami eterei. Questi materiali, in cui un atomo di ossigeno è legato a due atomi di carbonio, sono di grande interesse sia per le loro proprietà chimiche che per le numerose applicazioni industriali e biomediche. Un esempio storico di questa tipologia è rappresentato dall’introduzione del poli(tetrametilene etere) glicole da parte della multinazionale DuPont nel 1956.

Struttura e classificazione dei polieteri

Polieteri alifatici

All’interno della categoria degli alifatici, spicca il poliossimetilene (POM), caratterizzato da una catena polimerica formata da legami singoli CH<sub>2</sub>O-. Il POM è ampiamente riconosciuto come uno dei principali ingegneristici, grazie alla sua elevata resistenza meccanica, alla capacità di resistere all’abrasione e alla fatica, e alla facilità di stampaggio. Altri polimeri in questa categoria includono glicoli polietilenici e glicoli polipropilenici, che vantano proprietà meccaniche ed elettriche di rilievo, nonché un’ottima adesione su superfici metalliche e una notevole resistenza all’umidità e a shock termici e meccanici.

Polieteri aromatici

Tra i polieteri aromatici, il polifenilenossido è uno dei composti più conosciuti. Questi materiali si distinguono per la presenza di gruppi aromatici nella loro struttura, conferendo loro particolari proprietà in termini di stabilità termica e resistenza .

Resine epossidiche e altre strutture reticolate

Le resine epossidiche costituiscono una classe di polieteri reticolabili, caratterizzati presenza di almeno due gruppi epossidici per monomero. Queste resine, ottenute solitamente dalla condensazione di bisfenolo A ed epicloridrina, sono note per l’elevata resistenza chimica, la forte adesione a substrati quali vetro e metalli, e le eccellenti proprietà di isolamento elettrico. Inoltre, la loro elevata reattività permette l’incorporazione efficace di fibre, producendo materiali compositi con ottime caratteristiche meccaniche. A differenza delle resine epossidiche, le resine fenossidiche, che possiedono un peso molecolare superiore, non richiedono ulteriori polimerizzazioni e trovano impiego in rivestimenti protettivi per metalli, legno e cemento.

Polietilenglicoli e polieteri sintetici

Uno dei polieteri più riconoscibili è il polietilenglicole (PEG), derivato dalla polimerizzazione del glicole etilenico. Il PEG si distingue per il impiego come catalizzatore ecologico ed economico, nonché come solvente in numerose trasformazioni chimiche. Grazie alla sua stabilità, riciclabilità e biodegradabilità, il polietilenglicole trova applicazione anche come vettore terapie per malattie degenerative spinali, grazie alla sua buona biocompatibilità, bassa tossicità e limitata immunogenicità. Parallelamente, il glicole polipropilenico viene utilizzato in ambito cosmetico come agente condizionante cutaneo e come inibitore della formazione di schiuma nei processi industriali.

Polieteri ionofori

I polieteri ionofori costituiscono un gruppo di composti naturali prodotti da specie del genere Streptomyces. Questi composti, noti per la loro elevata liposolubilità, possiedono la capacità di trasportare cationi metallici attraverso le membrane cellulari. Con oltre 120 composti identificati, gli ionofori sono principalmente impiegati nel controllo della coccidiosi, e alcuni di essi mostrano un ampio spettro di attività biologica, includendo proprietà antibatteriche, antimicotiche, antiparassitarie e antivirali. Un esempio emblematico è rappresentato dalla calcimicina, un ionoforo attivo contro batteri Gram-positivi e funghi, capace di formare complessi stabili con ioni metallici divalenti e facilitarne il transito attraverso le membrane cellulari.

I polieteri, con le loro variegate strutture e proprietà, rappresentano materiali di fondamentale importanza in numerosi settori, dall’ingegneria dei polimeri alla biomedicina. La loro versatilità, unita alle proprietà meccaniche, chimiche e biologiche, ne fa oggetto di studio e applicazione continua, evidenziando come la sintesi e la modifica delle strutture molecolari possano dare origine a materiali innovativi e performanti.

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La tomba del faraone Tutmosi II scoperta in Egitto dopo un secolo dalla tomba di Tutankhamon

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103 anni dalla della tomba di , è stata rinvenuta in Egitto la sepoltura del faraone Tutmosi II. L’annuncio è stato fatto da un team di ricerca anglo-egiziano guidato da Piers Litherland. Il faraone regnò tra il 1493 e il 1479 a.C. o, secondo altre fonti, dal 1482 al 1479 a.C. Questa scoperta rappresenta un evento straordinario, in quanto da oltre un non si verificava il ritrovamento di una sepoltura reale dell’Antico Egitto. La tomba si trova nella necropoli di Tebe, vicino Luxor, in un’area storicamente destinata alle sepolture delle donne della famiglia reale. Gli archeologi hanno compreso di trovarsi di fronte alla tomba di un faraone grazie al soffitto affrescato di blu con stelle dorate, elemento distintivo dei sovrani del Nuovo Regno (XVI-XI secolo a.C.).

Purtroppo, la tomba non si presenta in buone condizioni. Le intemperie e una serie di allagamenti, oltre alla sua dismissione voluta già in epoca antica, hanno compromesso gli interni. Il sepolcro di Tutmosi II venne svuotato e dismesso probabilmente poco dopo la morte del sovrano. Era consueto che le mummie e i corredi venissero trasferiti in altre sepolture, anche temporanee, per proteggerli da razziatori e profanatori. Notoriamente, la tomba KV35 fungeva da deposito per molte mummie, compresi alcuni importanti faraoni. La mummia di Tutmosi II era già conosciuta alla fine del XIX secolo, quando venne trovata nel cosiddetto “Nascondiglio Reale”, rifugio temporaneo per mummie, attualmente conservata al Museo Nazionale della Civiltà Egiziana del Cairo.

Le condizioni del sepolcro hanno portato a confermare l’appartenenza a Tutmosi II attraverso il ritrovamento di frammenti di vasi in alabastro, che recano il nome del faraone e della moglie, Hatshepsut, nota per aver regnato da sola per vent’anni dopo la morte del marito, al 1458 a.C.

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